ESCLUSIVA Bellinazzo: “Ecco quanto perderà il calcio. Inter? Il suo problema riguarderà…”

ESCLUSIVA Bellinazzo: “Ecco quanto perderà il calcio. Inter? Il suo problema riguarderà…”

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva Marco Bellinazzo, giornalista e grande esperto di economia calcistica

di Marco Macca, @macca_marco

PERDITE

Anche lo sport si è fermato di fronte alla tragedia. L’Italia e il mondo affrontano l’incubo della pandemia da coronavirus e tutti siamo stati chiamati a cambiare le nostre abitudini quotidiane. Quanto ci sembrano lontane, oggi, le domeniche trascorse a guardare le partite in tv, e magari ad accapigliarci per questo o quell’episodio. Eppure, in qualche giorno è tutto mutato. E ora, in attesa che tutto torni il prima possibile alla normalità, il calcio italiano ed europeo si interroga su come ripartire. Con quali date, e con quanti danni da sopportare. Perché, di sicuro, questo stop avrà i suoi effetti, e non solo per gli appassionati. Le istituzioni calcistiche e i club dovranno fronteggiare perdite non indifferenti. Ma, per saperne di più, FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva un esperto del settore come Marco Bellinazzo, autorevole giornalista de Il Sole 24 Ore.

Buonasera dott. Bellinazzo. Allora, l’Italia sta vivendo una vera tragedia e anche il calcio italiano ne sta pagando le conseguenze, con alcuni giocatori positivi al Covid_19. Dovevamo fermarci prima?
Sì. Credo all’inizio ci sia stata una sottovalutazione del problema. Probabilmente in questo caso si è manifestata ancora di più la congenita incapacità da parte dell’Italia di prendere delle decisioni. In una situazione così grave, in cui bisognava prendere delle decisioni inedite, c’è stata una confusione. Le polemiche che ne sono seguite hanno dato un’immagine pessima del calcio italiano. Peggio, forse, sta facendo solo la UEFA. Spero che il calcio italiano ne sappia uscire trovando coesione quando si dovrà ripartire.

Il Governo valuta misure drastiche per affrontare l'emergenza legata al CoronavirusSecondo alcune stime, lo stop alla Serie A fino al 3 aprile potrebbe costare quasi 30 milioni di euro ai club.
Dipende sempre da come si considera il conteggio e dagli sviluppi delle prossime settimane. Possiamo stimare tra i 30 e i 40 milioni di euro di perdita secca per tre partite a porte chiuse. Una cifra calcolata considerato il botteghino, i biglietti, gli abbonamenti, senza considerare gli stessi abbonamenti rimborsate. Il tema ora è questo: se la UEFA riuscisse a capire, come mi auguro, che il rinvio dell’Europeo è l’unica scelta di buon senso da fare, dando così spazio ai campionati di concludersi, si potrebbe riuscire a concludere le partite. Secondo me la soluzione migliore sarebbe quella di sospendere per un mese o più tutto, superare la fase più acuta dell’emergenza e riprendere poi i tornei a porte chiuse. Magari, concludendo la stagione a giugno inoltrato a porte aperte, sperando che con l’estate si superi l’emergenza. Se si dovesse concludere tutto il campionato a porte chiuse, il danno complessivo per il campionato potrebbe essere intorno ai 120-130 milioni. Solo Juventus-Inter, per esempio, è costata 5 milioni di mancato incasso. Senza contare le partite europee, che farebbero salire la cifra. Nel complesso parliamo di 120-170 milioni.

E’ una situazione che potrebbe avere delle ricadute, per i club, anche per i contratti di sponsorizzazione?
Dobbiamo considerare che probabilmente, come ha dichiarato il ministro Spadafora, il calcio italiano ha faticato a prendere delle decisioni per aspettare un decreto governativo anche per questioni di carattere legale. Il blocco imposto dal Governo crea una causa di forza maggiore che può essere fatta valere in sede legale nei confronti degli abbonati, degli sponsor e delle stesse tv. Può essere fatta valere dalle pay-tv con i propri abbonati, qualora questi chiedessero dei rimborsi per quota parte del servizio non goduto. Di fronte a questa situazione si apre uno scenario molto complesso, difficile da tradurre in termini economici e monetari, perché va a investire le aree di sponsorizzazione e merchandising, nonché i rapporti tra club e tv. In ballo, comunque, c’è una quota importante. Considerato che per l’intera stagione il contratto per i diritti televisivi vale 1,4 miliardi, parliamo di una cifra tra i 400 e i 500 milioni di euro. E se consideriamo l’intera parte commerciale che riguarda i club, che si aggira sui 600 milioni, possiamo ipotizzare che ci sono in gioco anche contratti da 150 milioni. Dipenderà dalla continuità o meno che si riuscirà a dare alla stagione.

Nel caso in cui il campionato venga fermato definitivamente prima della sua fine naturale, quale potrebbe essere la somma persa in totale e per ogni club?
Se consideriamo tutti gli aspetti, arriviamo a 800-900 milioni. Da cui dipende, tra l’altro, la sopravvivenza della filiera del calcio italiano professionistico. Parlo anche di club di Serie B e Lega Pro. La crisi economica che colpirà le varie aziende di sponsor e quelle proprietarie dei club si aggiungerà a quella che è la difficoltà strutturale, molto palese in B e in Lega, dove i costi sono di gran lunga superiori ai ricavi. Tutto questo può creare una miscela esplosiva, che può far saltare molte squadre e ridimensionarne altre. Per questo è necessario che il Governo non consideri in maniera miope il calcio come isola dorata e che non si guardi solo a Cristiano Ronaldo. Si consideri che ci sono tanti dipendenti, alcuni di loro che guadagnano il minimo salariale. E’ un sistema che produce un miliardo di gettito nel fisco all’anno e che quindi va sostenuto.

E’ per questo che le istituzioni calcistiche vogliono comunque provare a concludere la stagione…
Chiudere l’annata, anche se a porte chiuse, permetterebbe di limitare i danni. Mi aspetto che martedì la UEFA sposti l’Europeo senza indugi. Bisogna trovare una soluzione insieme, per salvaguardare campionati e coppe continentali. L’Europeo itinerante nel mezzo di una pandemia è un controsenso.

LEGGI LA SCHEDA SU UEFA ED EUROPEI

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