Lautaro, Inter padrona: ora 111 mln sono tantissimi. In Argentina: “E lui non vuole…”

Lautaro, Inter padrona: ora 111 mln sono tantissimi. In Argentina: “E lui non vuole…”

Il futuro dell’argentino lontano dall’Italia sembra non essere più tanto certo

di Marco Astori, @MarcoAstori_

Lautaro Martinez e il paradosso della sua clausola rescissoria. E’ questo l’argomento di maggior rilievo di cui si sta dibattendo in questi giorni, con il futuro del centravanti dell’Inter che sembra ancora incerto. Non è un mistero che sulle sue tracce ci siano ormai i più grandi club europei, tra cui il Barcellona, il Real Madrid e il Manchester City. Ma il suo prezzo di 111 milioni, fissato al momento del suo acquisto, fino a qualche settimana fa sembrava troppo basso: ora, però, sottolinea TycSports, a causa della grande crisi economica nel mondo calcio a causa del Coronavirus, tutto può cambiare.

La sua esplosione e il conseguente interesse delle più maggiori squadre d’Europa ha suscitato infatti preoccupazione nell’ambiente interista, timoroso di perdere uno dei gioielli più preziosi dell’organico. Dopo gli affari milionari delle ultime sessioni di mercato, la possibilità di acquisire uno dei più importanti prospetti al mondo per 111 milioni era assai interessante. Considerando soprattutto i numeri e le prestazioni straordinarie sin qui del Toro. Tuttavia, la pandemia di Coronavirus ha causato danni milionari alle squadre di calcio, che ora dovranno gestire con grande cura i loro investimenti.

Le perdite previste a livello di club sono infatti enormi: basti pensare che un’eventuale chiusura anticipata della Serie A causerebbe un buco di quasi un miliardo di euro. E se questo si diffondesse a livello europeo, le possibilità che qualcuno paghi i 111 milioni di euro per la clausola di Lautaro si ridurrebbero notevolmente. “In questo momento – conclude TycSports – , l’attaccante argentino è a suo agio all’Inter e non sta pensando di lasciare la squadra. La sua posizione è attualmente protetta, anche da una clausola che, dopo questa crisi economica, non è più particolarmente favorevole“.

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