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fcinter1908 coppe champions league CL, Zazzaroni: “Napoli, Inter e Juve avevano il dovere di arrivare agli ottavi. L’Atalanta…”

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CL, Zazzaroni: “Napoli, Inter e Juve avevano il dovere di arrivare agli ottavi. L’Atalanta…”

CL, Zazzaroni: “Napoli, Inter e Juve avevano il dovere di arrivare agli ottavi. L’Atalanta…” - immagine 1
"Quando è stato richiamato al video per rivedere il contatto tra Kelly e Baris Yilmaz ho pensato alla paraculata arbitrale, lo ammetto", dice Zazzaroni
Matteo Pifferi Redattore 

Intervenuto sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha analizzato così le eliminazioni di Inter e Juventus dalla Champions e il passaggio del turno dell'Atalanta:

"Il calcio è benedetto e maledetto: è più forte delle analisi frettolose, della superficialità, del tafazzismo, dei processi sommari, dei de profundis anticipati. È una splendida bugia e ci regala le emozioni più stordenti e inattese. Ieri, alle 18 e 30, eravamo morti tre volte più una. Ma poco prima delle ventuno una delle nostre, l’Atalanta, è improvvisamente risorta. Alle 23 ci siamo ritrovati dentro la seconda impresa a lungo miracolosa, addirittura superiore alla precedente per contenuti emotivi: ritrovatasi sull’1-0 in inferiorità numerica per un’enorme svista dell’arbitro Pinheiro, la Juve s’è inventata la serata delle meraviglie e ne ha fatti altri due, guadagnando i supplementari contro un Gala nella versione squadraccia.

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Dicevo della svista di Pinheiro, invero influente. Quando è stato richiamato al video per rivedere il contatto tra Kelly e Baris Yilmaz ho pensato alla paraculata arbitrale, lo ammetto: vuoi vedere che fottendosene del protocollo (avranno saputo di Inter-Juve e di Kalulu, il “neretto” della Botteri) i varisti gli hanno comunicato che il fallo non era da giallo e l’espulsione andava cancellata?

Ho pensato male, perché il portoghese è addirittura passato al rosso diretto, una follia.

Da quell’episodio la Juve ha però tratto nuova energia. E avrebbe meritato la gioia completa: purtroppo ha dovuto fare i conti con l’unica cosa buona fatta da Osimhen in 120 minuti, il punto del 3-1 e dell’uscita dalla Champions, torneo nel quale sopravvive solo l’Atalanta che ha frastornato il Borussia Dortmund, secondo soltanto al Bayern nella Bundesliga. L’Atalanta alla quale Gasperini ha dato un’anima internazionale - oltre al primo trofeo della sua storia - rendendola intensa, verticale, coraggiosa, e che molto intelligentemente Palladino non ha voluto disorientare investendo sugli stessi princìpi di gioco, se non addirittura sugli stessi uomini: Bernasconi e Zalewski gli unici volti nuovi nella formazione iniziale.

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All’Atalanta è riuscito quello che l’Inter aveva in mente: il gol immediato, l’apertura della partita, subito indirizzata nel verso giusto. Quel gol non le è bastato: ha saputo raddoppiare e fare il terzo prima di subire il gol ingiusto. Il calcio l’ha premiata al 98’ con il rigore realizzato da Samardzic. L’Atalanta è riassumibile con la competenza e il carisma di Antonio Percassi e le conoscenze e il sorrisetto che sembra sempre che ti prenda per il culo di Luca, suo figlio. Uno che il calcio lo sa fare e che con Gasperini è maturato tanto. Il bilancio delle italiane resta negativo, nonostante la grande prova della squadra di Spalletti. Napoli, Inter e Juve avevano il dovere di arrivare almeno agli ottavi ed è in qualche modo sorprendente che a tagliare il traguardo sia la più periferica delle quattro, l’Atalanta che non s’è mai lamentata dei doppi e tripli impegni e che ha continuato a lavorare. Da oggi, con l’eccezione di Bergamo e dintorni, restiamo con la serie A in esclusiva.