Quanta nostalgia nella sfida di oggi. Prima di tutto perché, come solo sul finire del campionato succede, si giocherà tutti alle 15, costringendoci ad un'inedita domenica old style (in sostituzione alle radioline, per sapere che cosa succede sugli altri campi, vanno benissimo anche gli smartphone). Ci voleva la neve per rendere semplice una giornata di campionato, solita spalmarsi su più pomeriggi e soprattutto sere, in una compulsiva rincorsa a chi sta un punto più avanti di te. Coma ha affermato qualcuno, ogni anno a febbraio la Lega scopre che è inverno e fa freddo. Ma tanto non è lei a scendere in campo o ad accomodarsi sulle gelide tribune.
E' una sfida ricca di nostalgia perché i ricordi corrono immediatamente a partite epiche e gol spettacolari. Una rovesciata di Djorkaeff, da posizione angolata, secca a baciare l'incrocio dei pali, potrebbe essere uno splendido minispot. Una rivalità che ha spesso trovato sfogo in una goleada, quasi a cercare la dimostrazione al limite dell'eccesso. In maniera spavalda. E' grazie ad un pareggio all'ultimo minuto ad opera dell'immenso Zanetti che l'Inter si aggiudica uno degli ultimi sudetti nell'era manciniana.
Negli ultimi campionati Roma e Inter si sono rincorse, sorpassate e date battaglia. L'Inter davanti, la Roma pochi centimetri dietro. I nerazzurri più abituati all'aria che tirava in vetta, i giallorossi meno avezzi a sfruttare le pochissime occasioni a disposizione per ribaltare la situazione. E' indubbio che la partita di oggi sia attraversata da una corrente di nostalgia. Per i tempi nei quali la lotta si chiamava scudetto. Per un'Inter fpiù forte di tutto e tutti. E per quando, ai vertici della classifica che conta, di Juventus e Milan non c'era traccia...
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