Nello spogliatoio dell’Inter c’è una colonna tinta di verdeoro. Carlos Augusto, al suo quarto anno in nerazzurro, è ormai un riferimento
VIDEO FCIN1908 / Inter, partitella nel ritiro in Germania: il gol di Carlos Augusto
Nello spogliatoio dell’Inter c’è una colonna tinta di verdeoro. Carlos Augusto, al suo quarto anno in nerazzurro, è ormai un riferimento per l’allenatore e i suoi compagni di squadra: 142 presenze con la stessa maglia, nonostante l’enorme concorrenza in quella zona di campo, sono un bottino che mette in risalto l’importanza e l’affidabilità del brasiliano nello spartito dei Campioni d’Italia.
L’esterno dell’Inter ha condiviso in una intervista con Fcinter1908.it sensazioni, aspettative e un bilancio di quanto fatto finora in ritiro.È un’estate molto diversa dall’anno scorso.«Vero, qui in Germania si respira la tranquillità giusta. Siamo sereni, continueremo a fare del nostro meglio per preparare la prossima stagione in cui l’obiettivo non cambierà: vogliamo provare a vincere altri trofei».
Dal livello d’intensità degli allenamenti emerge grande ambizione.«Quando ottieni traguardi così importanti può esserci il rischio di un calo, ma noi siamo ormai una squadra talmente esperta da sapere che bisogna mantenere alto il livello di concentrazione. Vogliamo lavorare bene e fare una grande stagione».
A livello personale, invece, cosa ti aspetti?«È chiaro che vorrei essere sempre in campo, ma il mio obiettivo principale è essere utile alla squadra. Sono convinto che alla fine sia il gruppo a fare la differenza durante il campionato e durante le coppe. Per me aiutare i compagni resta l'obiettivo principale».
L’esclusione dal Mondiale è uno stimolo per fare ancora meglio?«Ho guardato il Mondiale in televisione e mi sono incavolato. Però con me stesso, perché so che, da parte mia, a volte potevo fare un po' meglio. È una rabbia che, alla fine, sta diventando benzina per lavorare meglio durante la stagione e negli allenamenti. Adesso comincia un nuovo ciclo e vedremo cosa succederà. Io farò il mio meglio per tornare in Nazionale, è il mio principale obiettivo personale».
Come è cambiato Chivu in questo ritiro rispetto all’anno scorso?«Lui è stato un grande calciatore, un giocatore di esperienza, ha vinto tanto e sa che, dopo aver vinto, bisogna alzare ancora il livello mentale. Sa che ci sono giocatori che, dopo una vittoria, possono calare un po', ma ha già vissuto queste esperienze. Il messaggio che vuole trasmettere a noi calciatori è proprio questo: non abbassare mai il livello mentale e restare sempre sul pezzo».
Com’è il tuo rapporto con lui?«Parliamo spesso. Lui è uno che dà tanta apertura ai calciatori, ascolta tanto. C’è un bel dialogo tra noi. Provo a imparare il massimo da quello che mi dice, anche perché ricoprendo due ruoli ho una grande responsabilità».
Nell’ultimo periodo hai giocato più da ‘terzo’ che da ‘quinto’.«Io sono cresciuto proprio come terzino e poi, con il modulo in cui giochiamo, il terzo di difesa è un ruolo in cui si spinge tanto anche in fase offensiva. Abbiamo Bastoni, che fa questo ruolo alla perfezione, e io provo a imparare da lui e da Dimarco. Quando ho l'opportunità, cerco sempre di fare il mio meglio e aiutare la squadra. È quello che dico sempre: è la cosa principale».
Con Bastoni e Dimarco sembra esserci intesa anche fuori dal campo.«Sì, è giusto. Questo è il mio quarto anno qui, loro sono due grandi ragazzi. Tutti e tre sappiamo che, se vuoi stare in una squadra che vuole vincere il campionato e tutte le competizioni, devi avere giocatori importanti, due per ogni ruolo. In questi anni ho trovato una grande intesa con tutti e due e, quando ho l'opportunità, provo sempre a dare il mio meglio e ad aiutarli».
Che impressione ti hanno fatto i giovani aggregati?«I ragazzi si stanno allenando con noi e noi proviamo ad aiutarli il più possibile. Sono tutti ragazzi seri, che vogliono aiutare la squadra. Forse è ancora presto per dare giudizi, però sono tutti grandi ragazzi, con tanta voglia di fare».
E i nuovi?«Stankovic lo conoscevo, aveva già lavorato con noi. Si vede che è cresciuto tanto nell'ultimo anno e sta facendo molto bene. Anche Massolin mi ha fatto una grande impressione, si sta allenando molto bene. Sono due giocatori che possono darci una grande mano, ma aggiungo a questi anche Diouf che sta cercando di dare il massimo per dare il suo contributo alla squadra in un ruolo diverso».
Cambierà qualcosa nell’approccio in Champions League rispetto alla scorsa stagione, almeno nelle intenzioni?«Siamo l'Inter, la nostra ambizione è sempre quella di vincere. È chiaro che, dopo aver vinto il campionato e le coppe nazionali, vogliamo provare a vincere anche in Europa, che è quello che manca da un po'. Siamo arrivati a due finali, però alla fine non siamo riusciti a vincerle. Se avremo di nuovo l'opportunità, faremo il nostro meglio per restare sul pezzo anche in Europa e arrivare in fondo».
Quante squadre lotteranno secondo te per lo scudetto?«Siamo ancora all'inizio del ritiro, quindi è difficile dirlo, ma sappiamo che le grandi squadre sono sempre lì a lottare per lo scudetto. Milan, Juventus, Napoli... tutte proveranno a vincere. Noi dobbiamo fare il nostro per difendere lo scudetto e provare a portarlo di nuovo a casa».
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