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fcinter1908 esclusive ESCLUSIVA Di Napoli: “Con Palestra e Paz era Inter da Champions. Fiducia nella dirigenza”

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ESCLUSIVA Di Napoli: “Con Palestra e Paz era Inter da Champions. Fiducia nella dirigenza”

Fabio Alampi Redattore 
L'ex attaccante nerazzurro commenta così le ultime vicende di mercato che hanno coinvolto il club interista

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Giorni di Mondiale, ma anche di calciomercato, sopratutto per chi (ahi noi) non può fare il tifo per la propria Nazionale. Fcinter1908 ne ha parlato con Arturo Di Napoli, ex attaccante cresciuto nell'Inter.

Il mercato dell'Inter sta attraversando una fase di stallo e incertezza: prima la trattativa Palestra sfumata proprio sul più bello, poi il sogno Paz accarezzato ma subito svanito, ora il difensore ancora non arrivato. Che idea ti sei fatto?

"Sono e resto sereno. Parto da un principio che è la base di tutto: Marotta, Ausilio, Zanetti e tutta la dirigenza, che hanno fatto un lavoro straordinario negli anni. Ultimo esempio: chi pensava che Chivu potesse fare così bene? Purtroppo il mercato rispecchia quello che è oggi il nostro Paese: si fa polemica, ma nessuno evidenzia che siamo indietro di almeno 5-6 anni rispetto alla Premier o alla Liga, non possiamo competere per quanto riguarda la forza economica. L'Inter fa le cose che può fare, in passato non poteva neanche fare mercato: oggi ha i soldi, e preferisce spenderli bene, prendendo gente che crede nel progetto. Non sono preoccupato, arriveranno giocatori a prezzi giusti e con qualità altissima".

Palestra era davvero l'elemento ideale per sostituire Dumfries? Cosa pensi di questa vicenda?

"Sì, era l'uomo giusto. Però ripeto: oggi non possiamo competere con la Premier in termini di ingaggio. Palestra finisce in un campionato competitivo, in un club competitivo come il Chelsea, ma io avrei preferito rimanere in Italia per una questione di step di crescita. Andando all'Inter le porte della Premier si sarebbero aperte con un background diverso, e anche con un potere contrattuale diverso. Sono scelte, i soldi sono davvero tanti e posso comprendere la fine della vicenda. Palestra, sia per età che per qualità, poteva essere il giocatore ideale per sostituire Dumfries: è andata e bisogna pensare ad altro".

L'Inter, al momento, in difesa si ritrova in un colpo solo senza tre elementi di esperienza e affidabilità come Acerbi, de Vrij e Darmian.

"Sono tutti giocatori che hanno fatto grandi cose, andranno sempre ricordati nella storia dell'Inter, ma è giusto rinnovare. Così come per Bastoni: se arriva un'offerta importante, sarà per forza tema di discussione. Questo ricambio, comunque, è dovuto, per far sì che la squadra sia sempre competitiva su tutti i fronti: il tempo passa, è una cosa logica e fisiologica. Sono sicuro che saranno rimpiazzati da calciatori altrettanto forti".

A Milano la situazione si è ribaltata in un attimo: i tifosi dell'Inter rumoreggiano nonostante le recenti vittorie, quelli del Milan hanno ritrovato entusiasmo con il colpo Gonçalo Ramos.

"Il calcio ci ha abituato a queste cose, poi quello che conta sono i risultati. Credo che i tofsi dell'Inter debbano rimanere felici ed entusiasti per quello che questa dirigenza ha fatto in questi anni: si possono dormire sonni tranquilli. Poi, certo, con Palestra e Nico Paz sarebbe stata un'Inter che poteva anche puntare alla Champions, ma rimane una squadra forte e che verrà ulteriormente rinforzata. Bisogna solo attendere".

Parlando di Mondiale: ti sta divertendo? Ci sono giocatori che hanno attirato la tua attenzione? Quanta fa male fare ancora da spettatori?

"Il Mondiale si guarda sempre, è una competizione che ti porta curiosità, poi è chiaro che il nostro spirito non sia quello giusto, la nostra Nazionale manca anche stavolta. Ci sono giocatori giovani e molto interessanti. Spero che il nostro calcio cambi, che con Malagò ci sia qualcosa di diverso: oggi siamo in difficoltà, ci tiene in piedi solo la storia. I talenti ci sono, lo dimostrano le nostre Under, e le parole di Baldini non devono disperdersi nel vuoto: bisogna avere coraggio con i giovani, senza il continuo pensiero di mandarli in Serie C per fargli fare le ossa. È una cultura da cambiare. Al Mondiale ho visto ragazzi interessanti, anche meno giovani ma pronti al salto in campionati più competitivi: mi aspetto che qualcuno verrà in Serie A".