Sono nove, dunque. Nove e non dieci perché Leonardo Noah Bovio, “Pofio” per gli amici, difensore che un mix tra Bastoni e Barzagli, mentre i coetanei facevano ‘tre’ con la manina era già in vacanza. Assente giustificato, il buon Pofio, perché quest’anno la sua categoria è stata la Primavera punto e stop. Per la cronaca, ha giocato 31 partite segnando anche due gol, di cui uno ai sedicesimi di Youth League al minuto 97.
inter primavera
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A proposito di Pazza Inter… Una via di mezzo è Pietro La Torre, il piccolo Calhanoglu del vivaio interista, fisso in Primavera (venti partite e due gol) ma protagonista anche in U18 dove in effetti ha fatto un altro sport. Mediano alla Hakan, ha affinato la tecnica durante il Covid al parco Forlanini, est di Milano. E pensare che l’Inter rischiava di perderlo… Il motivo? Richieste, anche importanti, da Spagna e Germania, rispedite puntualmente al mittente dopo la firma sul primo contratto da pro’. Se La Torre è una che sta “lì, lì nel mezzo” - come canta Liga -, viceversa Marco Virtuani è uno spirito libero. Mezzala, trequartista, all’occorrenza regista anche se le etichette proprio non gli piacciono. E all’Inter va bene così, visto che di giocatori così ce ne sono pochi. Viene da Lodi, ha i capelli lunghi e biondi e quindi è uno che già di per sé si fa notare, il resto poi lo fanno i piedi educatissimi. “Ma è troppo piccolo e leggero”, dicono di lui dai tempi dei Pulcini. Sarà pure così, intanto un anno fa Inzaghi l’ha voluto ad Appiano e ha quindi diviso il campo con Lautaro e compagnia. Alla faccia del piccolo…

Un altro ibrido è Marco Grisoni Fasana, perché in effetti è tante cose insieme: un po’ mezzala, un po’ trequartista, un po’ esterno alto. Tante cose fatte bene, resta da capire cosa vorrà fare da grande. Intanto ha il gol nelle corde che non è male, in più ha già esordito in Primavera e dunque è uno che sa come si fa. Chi un ruolo ce l’ha scritto sulla carta d’identità è Cristian Carrara, attaccante di quelli con le spalle larghe che se c’è da fare a sportellate non si tirano indietro. Dicono giochi alla Lautaro, in ogni caso il paragone regge se si contano i gol: venti quest’anno, spiccano anche due in Primavera. Info di servizio: viene da Nembro, prima di vestire nerazzurro era alla Virtus Ciserano Bergamo e fa il calciatore anche il fratellone Federico, più grandi di due anni. Evidente l’influenza di papà Peter, ex giocatore di buon livello.
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