Che l’Inter sia fabbrica di terzini è risaputo. E il gene alla Dimarco sembrano averlo sia Thomas Lissi sia Davide Sorino, a braccetto perché promettenti tutti e due in egual modo. Lissi, scuola Accademia Inter, veste nerazzurro da sempre e da piccolo gli dicevano che fosse un precoce. In effetti i coetanei non lo prendevano mai, però il problema - solo per gli altri, visto che per lui è una notizia mica male - è che negli anni le cose non sono cambiate. Tradotto: oggi come ieri, quando prende e parte sulla destra sono dolori per tutti. Caratteristiche simili quelle di Sorino, tuttavia cambia il piede (lui è mancino) e il rapporto con il gol. Perché lui è uno che segna a raffica, tanto e in tanti modi, vedere per credere una punizione magica contro l’Atalanta ai tempi dell’U15.
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Anche per questo viene difficile non scomodare sua Maestà Federico Dimarco. Altri moschettieri e pilastri della difesa: Lamberto Peletti, centrale dal nome nobile già nel giro della Primavera; Nicolò Moranduzzo, terzino spalle larghe e quadricipiti alla Zanetti. Chiude il cerchio Alen Vukaj, uomo del destino dell’ultima finale che vesta la maglia numero dieci senza paura. Quest’anno ha segnato quattro gol, ma il dato lascia il tempo che trova perché bomber fino in fondo non lo è mai stato.
Anche lui, un po’ come Virtuani, era abbastanza gracilino, adesso però ha messo su massa e chi bazzica a Interello giura possa crescere ancora. Due i condottieri: Luca Pedrinelli e Simone Fautario. Il primo, specializzato nell’U14, ha firmato il tricolore del 2022 insieme a Marco Sala, visto che in quella categoria l’Inter aveva non una ma ben due rose da cui attingere. Il secondo, 39 anni, ex difensore da 14 presenze in Serie B e più di 150 in C, ha vinto nel 2023 e quest’anno. In mezzo un altro tricolore, conquistato un anno fa sempre con l’U15. A disposizione aveva i classe 2010, altra annata che promette scintille…
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