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fcinter1908 inter under 23 news inter under 23 Inter U23, Melgrati: “Tornare è stata un’emozione fortissima, tanti ricordi. I miei idoli…”

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Inter U23, Melgrati: “Tornare è stata un’emozione fortissima, tanti ricordi. I miei idoli…”

Inter U23, Melgrati: “Tornare è stata un’emozione fortissima, tanti ricordi. I miei idoli…” - immagine 1
Il portiere nerazzurro si racconta, dai suoi primi giorni a Interello alle tappe della sua carriera lontano da Milano
Fabio Alampi Redattore 

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Riccardo Melgrati, portiere dell'Inter U23, è il protagonista dell'ultima puntata di "Players Zone U23", in onda su DAZN. Si parte dai suoi inizi nel settore giovanile nerazzurro: "Il mio arrivo all'Inter? Ero talmente giovane che onestamente non me ne sono neanche reso conto. Ricordo nitidamente mio padre che mi dissse che avrei fatto dei provini con l'Inter e con tutta la semplicità di questo mondo sono andato. Non mi sono reso conto di quello che stava accadendo. Sono passati tanti anni, i ricordi sono tantissimi. La stagione con i Giovanissimi Nazionale, in cui abbiamo vinto la scudetto: c'era un gruppo molto coeso, molto unito e divertente, anche fuori dallo spogliatoio".

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"Nel settore giovanile, durante le feste di Natale, ci portavano alla Pinetina per avere un contatto con i giocatori, ricevere autografi e saluti. Mi sono portato i guanti e mi fecero gli autografi Toldo e Fontana, i due portieri di quel tempo. Prima Squadra? Chi mi impressionò di più fu Diego Milito: facevamo un'esercitazione, io ero in porta, e ogni volta che toccava palla era sempre gol, impressionante. Nel mio ruolo ricordo Paolo Orlandoni, un grandissimo amico, lo stimo da morire: mi diede qualche consiglio e qualche spinta per allenarmi al meglio. A quell'età ho iniziato a capire cosa volesse dire posizionarsi meglio in porta e terere una postura più alta. Il mio idolo da ragazzino è sempre statoRogerio Ceni, portiere brasiliano che calciava anche rigori e punizioni. Una volta arrivato all'Inter, Julio Cesar è stato il mio idolo indiscusso".

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"Sicuramente Lecco è stata una tappa importante della mia carriera, poi c'è stata Cesena, l'anno della Serie B: un'annata che mi ha lasciato tantissimo, soprattutto a livello umano. Il ritorno all'Inter? Molto più potente e consapevole della chiamata da ragazzino. Un'emozione fortissima, per diversi giorni ho pensato nel quotidiano "sono tornato a casa". Il consiglio che do maggiormente ai miei compagni più giovani è di godersi il presente.

Il più stiloso? Il sottoscritto. Chi si veste peggio? Alexiou. Chi mette la musica? Kamate nello spogliatoio e Zuberek in palestra. Chi canta meglio? C'è un bel gruppetto di palermitani… Fiordilino, Prestia e La Gumina. Il più simpatico? Ce ne sono diversi, ma penso Raimondi. Il mio soprannome? Vecchio. Il consiglio migliore ricevuto da un allenatore? Quello di prendere il messaggio non nella forma, ma nel contenuto. Allenamento sotto la pioggia o al sole? Al sole. Genere musicale preferito? Musica brasiliana. Film o serie tv? Film, "Pulp fiction". Con chi andrei in vacanza? Zuberek. Idolo extra calcio? Bukowski. Rito pre partita? La respirazione. L'Inter in una parola? Crescita".