fcinter1908 news interviste Acerbi: “Stagione diversa: all’inizio successe cose che é meglio non dire. Chivu? Ha gestito…”

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Acerbi: “Stagione diversa: all’inizio successe cose che é meglio non dire. Chivu? Ha gestito…”

Andrea Della Sala Redattore 

In un'intervista avevi detto: "Chivu mi ha stupito in positivo". Ci racconti qualcosa che noi non vediamo di lui?

"È stato un giocatore importante, ha vinto. Poi sai, da allenatore veniva dai quattro mesi del Parma, poi arriva all'Inter dove negli ultimi anni si erano fatte finali di Champions, vinto il campionato... Non ha voluto strafare: la squadra era quella, il modulo era quello. Ha provato a gestire il gruppo. Tra virgolette ci dava tante libertà sui giorni liberi: sapeva quando eri un po' stanco, cercava di dosati perché anche sa che sono tante partite. Poi comunque abbiamo cercato di dargli una mano perché non è facile venire all'Inter, hai un peso sulle spalle importante. Il gruppo quest'anno secondo me ha fatto uno step mentale perché è grazie al gruppo, l'ho detto anche ai miei compagni, se poi hai vinto quello che hai vinto. Il gruppo quest'anno ha fatto la differenza: con altre dinamiche interne non avresti vinto. E quindi sono molto orgoglioso di me e soprattutto dei miei compagni. Poi ovviamente Chivu ci ha messo anche del suo. Alla fine tutti insieme siamo riusciti a vincere".

Tutti ricordiamo cosa si diceva di voi dopo Monaco: una squadra a fine ciclo. E lo stesso Chivu, quando arrivò, ci tenne molto a ribadire di dovervi convincere di essere ancora in grado di vincere...

"Onestamente non lo capivo: siamo arrivati in fondo a tutto. Se poi ti rode perdere la finale di Champions 5 a 0, dove non siamo neanche entrati in campo...ci sta o non ci sta. Eravamo morti mentalmente, l'ho già detto: perdi il campionato all'ultima giornata, poi subito finale di Champions, poi subito America. Se avessimo avuto un mese di vacanza come adesso, senza il Mondiale per Club, dopo un mese e mezzo due... basta! Mi rode di più quella contro il City che ce l'avevamo in pugno, l'hai giocata... quella col Psg no. Io non mi sono recriminato nulla: eravamo morti, sfiniti, basta. Poi c'è chi se la prende di più e di meno, ma non c'era niente da ricostruire: avevamo ottenuto risultati importanti, erano considerazioni folli per me. Chivu ci ha motivato? Ovvio che hai sempre bisogno di qualcuno che ti dà una carica in più, ma è una cosa in più perché comunque se giochi nell'Inter la pressione te la metti addosso da solo: non serve un motivatore. All'Inter serve uno che metta il calciatore in condizione di esprimersi al meglio. La macchina era già accesa, non c'era da fare il meccanico e mettere a posto le cose".