Senza tornare sulla polemica con Spalletti, ti piacerebbe tornare in Nazionale anche solo per una partita per chiudere quel capitolo che si è interrotto in maniera un po' atipica?
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Acerbi: “Stagione diversa: all’inizio successe cose che é meglio non dire. Chivu? Ha gestito…”
"Io non ho mai detto basta alla Nazionale. Quelle due partite lì (qualificazione ai Mondiali contro Norvegia e Moldavia, ndr) ho detto scusa ma no. Però se Gattuso mi avesse chiamato sarei andato molto volentieri. Ho sempre detto che per me la nazionale è il top. Prima di dire quel no ho riflettuto tantissimo, non è stato facile. Alla fine ho preso quella decisione, giusta o sbagliata che fosse. Era la cosa migliore per me. Qualsiasi cosa avessi scelto, mi avrebbero criticato".
A proposito di Mondiale, stiamo vedendo un Haaland pauroso: come si ferma uno così?
"Serve grossa attenzione ai minimi particolari e massima concentrazione. Coi giocatori così è un attimo, non puoi mollare un centimetro: devi sapere vedere le cose, devi essere cattivo. Poi serve un po' di fortuna perché poi dopo le occasioni gli attaccanti le hanno sempre... quella volta la palla non è entrata. Magari fai la stessa partita e ti fa comunque due gol. Il problema è che poi c'erano anche tutti gli altri: Bernardo Silva, De Bruyne e tutti gli altri fenomeni a cui stare attenti...."
Ma poi la maglia ve la siete scambiata?
"No, non sono neanche il tipo che le chiede, non ne ho molte. Me l'aveva chiesta lui, io gliene ho chieste due e mi ha detto di no".
Sempre in tema Mondiale, più difficile fermare Messi o Ronaldo?
"Cristiano è una macchina: se ha una palla ti fa gol. Lo stimo moltissimo per la fame e per la cultura del lavoro che dimostra una forza mentale incredibile. Leo è Leo: per lui l'età non conta e i compagni giocano per lui. Senza nulla togliere a CR7, Messi fa ancora la differenza in un Mondiale".
Quindi mi sembra di capire che vinca Messi...
"Io stimo tantissimo Cristiano per come si è costruito, Messi è un po' più madre natura".
invece cosa dobbiamo fare per tornare al Mondiale?
"Non lo so... Ci sono più di motivi, uno poi finisce sui giovani perché è normale non parlare dei 38enni: dobbiamo provare a puntare sui ragazzi. Come, non lo so. Perché per vincere ci vuole un mix di tutto, poi i giovani ci devono essere. Per dire, io vedo Pio Esposito che è il top: mai visto un ragazzo così sul pezzo e infatti... Magari non l'abbiamo coltivata, ma la generazione è un po' cambiata: prima uscivi sotto la pioggia a giocare, avevi sempre parchi pieni... Non è colpa dei ragazzi, hanno in mente qualcos'altro che non è solo il pallone e quindi questo fa sì che abbiamo giocato fortissimi ma forse mentalmente non pronti. Poi certo magari veramente bisogna farli divertire un po' di più, fare più tecnica e soprattutto avere i genitori che li supportano e non fanno a botte mentre giocano".
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