Tornando a te in questo momento preciso della tua carriera, no, a 38 anni guardi più quello che sei riuscito a fare o hai ancora la forza di guardare avanti?
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Acerbi: “Stagione diversa: all’inizio successe cose che é meglio non dire. Chivu? Ha gestito…”
"No, io sto bene e voglio ancora giocare. Non ho in mente di fare altro ma voglio andare avanti con molta serenità perché so di aver dato tutto quello che avevo. Con l'Inter mi sono lasciato bene: non ho nessun rimpianto. Anzi sono molto orgoglioso di questi quattro anni: di come sono arrivato, come me ne sono andato e quello che ho fatto"
Che tipo di esperienza vorresti fare ora? Hai già immaginato qualcosa in particolare?
"Per ora no. Vediamo cosa arriva poi valuteremo con la mia famiglia".
Cosa può dare Francesco Acerbi al calcio italiano, oggi?
"Ho esperienza e motivazione. Magari un po' di esempio in campo su come ci si deve allenare. A 38 anni ho ancora la voglia di un ragazzino: io voglio giocare. Se volevo fare per dire il mister quest'anno avrei iniziato. Poi sarà il mio mestiere, però adesso ho ancora voglia di andare avanti a certi livelli per 2/3 anni".
Ripensando adesso no alla tua carriera, a 38 anni, cosa diresti all'Acerbi ragazzino?
"Credi di più in te: la tua testa sa cosa deve fare. Vivila più serenamente: non devi dimostrare niente a nessuno. Dal mangiare bene al fare tutto perfetto, mi sono messo sempre tanta pressione".
Avevi detto che la malattia ti ha salvato la vita. È così?
"Probabilmente senza avrei smesso. O comunque a trent'anni non ero a giocare a quei livelli lì, sicuramente non serie A, avrei molto fatica"
E c'è un sogno calcistico che vorresti raggiungere che magari è già raggiunto e che hai dedicato al tuo papà?
"Gli dedicherei tutto. Forse più la famiglia che il calcio. Grazie a lui che se ho iniziato a giocare al Chievo se no avevo già smesso anche lì. Lo devo solo ringraziare per il carattere che mi ha trasmesso e per tutto quello che ha fatto per me. Contro tutto e tutti, ha ottenuto quello che voleva: ovvero che facessi il calciatore".
Quindi anche il futuro Francesco Acerbi allenatore è grazie a lui?
"È un pensiero che ho. Poi ovviamente adesso penso più a giocare, poi quando arriverà il momento lo saprò però sì perché no mi piacerebbe".
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