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Adani: “Dimarco terzino che fa il ’10’! Inter, esterno top a 1 condizione”
Nel corso dell'appuntamento con 'Viva el Futbol' su Twitch e Youtube, l'ex calciatore e ora opinionista Daniele Adani si è soffermato sull'Inter, toccando vari temi che riguardano i nerazzurri.
Si parte con i rumors di mercato che accostano Laurienté del Sassuolo all'Inter:
"Laurienté è un buon giocatore ma lo stacco è molto molto alto. L’Inter ha bisogno di esterni e in Italia non ce ne sono tanti perché tante squadre, forse 15 su 20, giocano 3-5-2. Laurienté è esploso lì, probabilmente c'è da valutare anche uno step intermedio. Secondo me c'è solo una condizione per l'Inter per acquistare un esterno di livello: sacrificare Thuram".
Spazio poi a Dimarco:
“Io ero a vedere la partita con il Genoa e a un certo punto, verso il 55’, sembrava stesse non così bene… Sta giocando proprio tutte le partite e lui fa veramente una partita dove fa 100 scatti, e anche lunghi. A un certo punto fa un cenno e ho detto "Chissà se gli risparmia venti minuti"... Ha corso fino al 950. Quando l'Inter ribaltava l'azione, soprattutto il secondo tempo, lui occupava sempre la fascia, arrivava come un treno. Ha i polpacci così (cenno con le mani, ndr). Arriva sempre col passo giusto per far partire il cross, che sia forte e teso tra le linee, che sia basso verso il portiere, che sia morbido, che sia dietro la linea della palla per l'arrivo dei centrocampisti, che sia tagliato, per dire 'alla Beckham', con l'interno forte, la frustata, che anche il difendente, quindi il centrale di destra e di parte, che chiude la traiettoria però gli scappa via, perché la palla gli scivola via, che se la piglia di testa ti squarcia, perché è proprio tagliata forte. Super giocatore, che nella somma goal e assist è al primo posto, in Serie A, a 21, nettamente sopra tutti. Terzino che fa il '10'".
"L'ultimo ciclo ha vinto un campionato in quattro, ma oltre a questo, non è che gareggiava, perché comunque l'Inter rimane nel percorso dei cinque o sei anni, a parte almeno tre anni dove la Juve come valore forse gli era anche superiore, come acquisti, come monte ingaggi, come storia di calciatori, perché ancora non avevamo visto le evoluzioni di alcuni giocatori, che adesso sono chiaramente più forti".
"L'Inter è davanti, ma all'inizio non era così scontato. Infatti i bookmakers non la mettevano al primo posto perché cambio l'allenatore, la scoppola in Champions League, non si sapeva cosa faceva e chi rimaneva... Chivu è ripartito velocemente e ha subito indirizzato. Nelle prime 12, l'Inter ne aveva perse 4, poi non le ha più perse. 14 vittorie nelle ultime 15. Difficile giocarci contro! Ma all'estero cambia un po', nonostante i passaggi quarti-semifinale con Bayern e Barça. La Champions è il vero step che ti testa: la bontà del lavoro e di un progetto. Non so se deve passare alla difesa a quattro, ma è ora di intervenire e avere un altro piano di gara perché i giocatori di un certo livello ti danno la predisposizione e la naturalezza di cambiare sistema. L'Inter, quello che fa lo fa benissimo, ma fa solo questo. Devi trovare in certi acquisti non per forza onerosi ma giusti le varianti che l'Inter trovò con quel gruppi di calciatori che sono cresciuti con il primo Spalletti, Conte... Quelli che lavorano sul calciatore. Il primo che lavora su Bastoni è Conte. Un certo tipo di figure cresciute in 5-6 anni sono frutto del lavoro. Dimarco ha cominciato ai pulcini all'Inter ma stava per uscire...".
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