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Albertini: “Inter? Non sempre la più forte vince lo scudetto. Esposito tutto da gustare”
Demetrio Albertini, ex centrocampista di Milan e Nazionale, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha fatto il punto sul campionato di Serie A: "McTominay mi ha stupito per le sue qualità altissime, per quella universalità che ha saputo imporre in un anno e mezzo. Gli abbiamo visto fare di tutto, la mezzala e l'esterno, l'attaccante - persino quello - e poi il mediano e il play. Quanti ce ne sono in giro come lui? Che sia stato il centrocampista più forte in Italia non lo dico solo io ma l'hanno detto i suoi colleghi, che al Gran Galà del calcio l'hanno eletto Mvp. I voti arrivano da quelli come lui e valgono di più".
Valore aggiunto: i gol. Che se non sono belli quasi non li fa.
"Ne segna tanti. E sono decisivi in genere. Che è un'altra bella differenza rispetto alla normalità. Detto di ciò che sta dimostrando qua, anche dopo aver vinto lo scudetto e la Supercoppa, non so se sia pure il più forte d'Europa, sicuramente è tra i migliori, e a me sembra persino un dettaglio, ma poi si può anche aggiungere: complimenti a chi ha avuto l'idea di portarlo a Napoli".
C'è del buono in questo Paese?
"Intanto spero che Gattuso ci porti al Mondiale. Ha le capacità per riuscirci costruendo un gruppo, perché l'evoluzione non passa solo attraverso la tattica. Non siamo male, la qualità esiste ma ci manca la quantità. Io sto vivendo di speranze, prima di dire chi possa diventare campione del mondo. La fiducia d'altro canto è gratis".
Ha una serie di bonus: indichi qualche ragazzo.
"Pio Esposito è tutto da gustare con i suoi 20 anni e guai sorprendersi. bisogna avere coraggio nel lanciare i ragazzi. Come ne ha Fabregas, che ha detto: vorrei più italiani ma non li trovo. Il suo Como è bello. E poi, facile: Nico Paz al quale è stata concesso di mostrarsi per quello che è ed ha solo 21 anni anche se ormai si è impadronito della scena, e poi Bernabé del Parma".
Cosa vede Albertini in lontananza?
"L'Inter è la più forte, si può dire. Ma non sempre chi è più forte poi vince lo scudetto. Il traguardo è distante, devono ancora giocare tutti contro tutti, ci sono Milan, Napoli, Juventus e Roma, ognuna con la proprie qualità. Non mi stupisco di nessuna di queste: il Milan con Allegri ha Modric, il direttore d'orchestra che nessuno possiede; il Napoli ha Conte, vincente pure lui, con pregi e difetti, ma esigente al punto da far lievitare il club; che la Juve con Spalletti sia lì non mi sorprende, proprio perché ha Spalletti; e la Roma del Gasp ha un riferimento alto".
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