Il presentatore tv, Amadeus, intervistato dal Messaggero Veneto, ha parlato della sfida tra la sua squadra del cuore, l’Inter, e l’Udinese, dove gioca suo figlio:

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Amadeus: “Lautaro simbolo Inter. Occhio all’Udinese, se ripete primo tempo fatto col Lecce…”
Amadeus, come nasce la sua fede nerazzurra?
«Me l'ha trasmessa una mia zia, Enza, che oggi non c'è più. Avevo sette anni e vivevo a Verona, lei mi portò al Bentegodi a vedere l'Inter ma anche altre partite di Serie A. Era l'Inter di Facchetti e Mazzola».
Oggi qual è il suo giocatore preferito?
«Se devo fare un nome dico Lautaro che per determinazione, impegno e attaccamento alla causa è il simbolo dell'Inter. L'altra sera con il Lecce appena è entrato ha fatto la differenza. Ha raggiunto il top della sua carriera».
Inutile chiederle qual è invece il suo allenatore preferito visto che ha chiamato suo figlio José...
«Esatto. Se dite Mourinho non vi sbaglierete mai».
Amadeus, le piace frequentare gli stadi?
«Sì, molto. Con mio figlio quando è possibile andiamo in giro per l'Europa. Madrid, Barcellona, Londra, Parigi Monaco. Mi piacciono gli stadi anche quando sono vuoti perché si respira la storia dei rispettivi club. E anche gli stadi della provincia inglese».
All'andata l'Udinese vinse a San Siro. Per la legge dei grandi numeri il bis è improbabile. Lei come la vede la gara di domani?
«Dico che per l'Inter è stata una manna dal cielo vincere con il Lecce perché quella di Udine è una trasferta sempre complicata. L'Udinese è una squadra imprevedibile, se l'Inter gioca come nel primo tempo dell'altra sera, il peggiore di tutta la stagione, rischia grosso».
Però l'Udinese di Runjaic è un po' come Penelope: quello che fa battendo le big (Inter, Atalanta, Napoli), poi lo disfa pareggiando in casa con Verona e Pisa e perdendo con il Genoa.
«Appunto, è una squadra imprevedibile e quindi l'Inter deve stare molto attenta».
Da una parte mancherà Zaniolo, dall'altra Calhanoglu. Chi ci perde di piu:
«L'Udinese. Nicolò a Udine ha trovato una dimensione per tornare il giocare di inizio carriera. Oggi è uno che fa la differenza. Calhanoglu è importante, ma l'Inter ha una rosa ampia che può sopperire alla sua assenza nel breve periodo».
Risposta secca: da tifoso preferirebbe vincere lo scudetto o la Champions League visto l'epilogo dello scorso anno con 1l 5-0 nella finale con il Psg?
«Vado sul pratico e scelgo lo scudetto dove abbiamo molte più possibilità di successo. Siamo campioni d'inverno e tre volte su quattro chi è primo a metà stagione lo è anche alla fine. Non credo che l'Inter possa vincere in Europa».
I nerazzurri dopo i recuperi hanno allungato in classifica. Tra le inseguitrici chi temedi più?
«A inizio stagione indicai il Napoli come antagonista principale e non cambio idea. La classifica, però, è ancora molto corta e quindi poi metterei nell'ordine il Milan, la Juventus e la Roma».
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