Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex centrocampista del Milan Ambrosini ha parlato del derby di domenica sera contro l'Inter

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Ambrosini: “Milan può riaprire lo scudetto? Direi di no. Esposito-Camarda? Andiamoci piano”
Leao ne ha fatto una questione di vita o di morte.
«Sportivamente parlando lo è, almeno per il Milan che insegue. Vincere vorrebbe dire tornare a -7 dalla vetta e mettere un po’ di pressione all’Inter».
Nel caso, il campionato sarebbe riaperto?
«Dico di no, anche se nel calcio non è mai vietato sognare. Il mio Milan recuperò 7 punti alla Lazio in 7 giornate nel 1999. Ma se mi avessero chiesto allora quanto credevo nella rimonta, probabilmente avrei risposto come adesso (ride ndr)».
Lo scudetto il sogno, la Champions l’obiettivo: la pensa come Allegri?
«Max ha ridato un’anima al Milan, cominciando dalla solidità difensiva, che era la priorità. Per questo non credo ci si sposti dal 3-5-2. La missione di tornare in Champions è vicina...».
Chivu, invece, parla di un’Inter a cui non si riconoscono i giusti meriti.
«Cristian ha cambiato registro di recente, scegliendo una linea comunicativa più protettiva rispetto all’inizio. Il suo lavoro è stato eccezionale e non era scontato. L’unico neo è l’eliminazione col Bodo».
Dove si decide il derby?
«A centrocampo. Non mi aspetto una partita apertissima, ma una battaglia soprattutto in mezzo. Magari decisa da un uomo a sorpresa».
A chi pensa?
«Fofana. Finora è stato sfortunato ben oltre i suoi demeriti. Mi piace il suo atteggiamento e non va dimenticato che ha dovuto adattarsi da mezzala».
Dall’altra parte sarà probabilmente il primo derby da titolare per Pio Esposito.
«Ragazzo serio e forte. Credo sia apprezzato da tutti perché trasmette la voglia di migliorare. Mi piace».
I derby del futuro saranno un duello con Camarda?
«Andiamoci piano. Camarda ha tre anni in meno di Pio, deve ancora fare uno step intermedio. Alla sua età, Esposito stava ancora in Primavera».
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