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Ausilio: “Lukaku? Conoscevo le sue motivazioni. Thuram al momento giusto: ecco com’è andata”

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 22: Marcus Thuram of FC Internazionale poses with President of FC Internazionale Giuseppe Marotta and Sport Director of FC Internazionale Pietro Ausilio while receiving the Player of the Month prize prior to the Serie A match between FC Internazionale and AC Milan at Stadio Giuseppe Meazza on September 22, 2024 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)
Ospite del podcast Supernova di Alessandro Cattelan, il ds dell'Inter Piero Ausilio ha parlato anche della vicenda Lukaku
"L'attualità dice che ci siamo rivisti proprio la settimana scorsa a Montecarlo. Alcuni amici comuni hanno organizzato un incontro. Ed è vero, ci siamo parlati. All'inizio c'è stato un po' di imbarazzo, un po' di freddezza, poi però abbiamo sorriso. Mi ha abbracciato. Io le sue motivazioni le conoscevo e gli ho detto chiaramente quello che pensavo, secondo me ha sbagliato a gestire quella situazione. Poteva aveva anche delle motivazioni che dal suo punto di vista erano corrette, forse era deluso per non aver giocato una finale, forse si era sentito poco considerato. Ma io ero convinto che se ne avessimo parlato, con me e con Simone Inzaghi, avremmo risolto tutto molto rapidamente. E magari oggi sarebbe ancora all'Inter da protagonista. Invece ha scelto una strada diversa. A un certo punto è sparito. Mandava video degli allenamenti, si parlava della squadra da costruire. Noi avevamo preso Thuram e lui era contentissimo del suo arrivo, aveva parlato con lui. Poi improvvisamente sparì. E lì si capì che qualcosa era cambiato".
Se Lukaku fosse rimasto, Thuram avrebbe avuto lo stesso impatto oppure avrebbe giocato in un'altra posizione?
"Sulla posizione no. Noi eravamo convinti da anni che Thuram fosse il giocatore ideale per il nostro sistema. Aveva sempre giocato da esterno. Già qualche anno prima avevamo individuato in lui un attaccante perfetto per noi attraverso un cambio di ruolo. Quando andò via Lukaku avevamo preso Dzeko e c'era Lautaro. Insieme a Inzaghi avevamo individuato proprio Thuram come terzo attaccante.
Bisognava parlarne con lui e con il padre e spiegargli che avevamo un'idea diversa del suo ruolo. Lo vedevamo perfetto per il nostro sistema di gioco. Era convinto di venire, noi eravamo convinti di prenderlo. Poi, in una partita contro il Leverkusen, in uno scontro con Tah, si lesionò il collaterale. Saltò l'operazione. L'operazione venne rinviata di due anni. Forse è arrivato al momento giusto. Quando è arrivato, con Lukaku che non decise di andare avanti con noi, si è ritrovato immediatamente titolare. Ha avuto lo spazio che meritava e ha dimostrato il livello enorme che ha come calciatore".
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