Intervistato dal Corriere dello Sport, Beppe Bergomi ha toccato diversi argomenti

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VIDEO FCIN1908 / Bergomi: "Mazzola credeva in me, una leggenda mai divisiva"

Intervistato dal Corriere dello Sport, Beppe Bergomi ha toccato diversi argomenti. Il primo è l'ottimo inizio di stagione di Malen: "Ma l’avete visto come si è girato in area nel tiro che il portiere dell’Inter ha parato di faccia?".

Quindi la A non è più Lautaro-dipendente?

«Beh, c’è un altro top. La forza del Toro è nella testa, quella di Donny nella capacità di saper fare bene un numero infinito di cose».

Malen è davvero così difficile da marcare?

«Sarà pur vero che gli attaccanti di Gasp hanno sempre fatto gol. ma questo ci mette del suo. E poi è incredibile come fosse convinto: “se vengo mi fai fare il centravanti?”, gli ha detto. La stessa cosa che voleva Gasperini. Ricordo ancora il suo debutto a Torino: gli ho visto fare dei movimenti fuori linea, sul corto, sul lungo, degli smarcamenti… Quando hai queste doti e non sbagli mai il primo controllo, fare gol sembra la cosa più facile».
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Dybala Malen
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Dicono abbia il tiro di Batistuta, il fiuto di Vialli, i movimenti di Henry e le letture di Milito.

«Malen è unico e al tempo stesso erede di tanti bomber. Non dico che mi ricorda Ronaldo il fenomeno, ma ha quel tipo di movenze e un motore simile. Abilità nello stretto, smarcamenti, attacco alla profondità, capacità di duettare coi compagni, conclusioni: ha un repertorio completo, pur essendo un “normotipo”, distante da quei centravanti colossi di 190 cm che vanno per la maggiore».

In Inghilterra faceva l’ala, non l’hanno capito.

«Il calcio è sempre un insieme di combinazioni. Nell’anno del mio scudetto all’Inter dovevamo prendere Madjer e poi all’ultimo arrivò Diaz, che cambiò la squadra».

Fabregas va inserito nella lotta scudetto?

«Il Como va valutato sul doppio impegno, però tiene incollati alla tv. In generale non c’è questa distanza tra l’Inter e le altre. Juve e Milan hanno il dovere di giocarsela, Roma e Napoli hanno lo status da grande. E Gattuso alla Lazio sta facendo un gran lavoro».

Inter Chivu
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Certo che se l’Inter non perde neppure quando va sotto di due gol...

«Ma è un’arma a doppio taglio. Da una parte ti senti invincibile, dall’altra non è sempre domenica».

La Roma resta l’alternativa più credibile?

«Assolutamente sì perché ha solidità difensiva, fisicità a centrocampo e davanti gente davvero forte».

Sono bastate due regole per avvicinare la Serie A alla Premier?

«Ci sono meno proteste, ci si rialza da terra e il gioco è accelerato. E succede anche nei settori giovanili. Io lo vedo con i ragazzi che alleno in U17: emulano quelli grandi, nel bene e nel male. Spero che il trend non cambi. il mio amico Vialli diceva che le idee invecchiano presto».

Lasciar correre è davvero la soluzione?

«Per me gli arbitri dovrebbero fischiare di più, sennò diventa rugby. E non si può pensare che il Var sparisca».

(Corriere dello Sport)

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