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fcinter1908 news interviste Boninsegna: “Lautaro? Ne farà altri 200! Io interista: Fraizzoli mi diede alla Juve e gli dissi…”

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Boninsegna: “Lautaro? Ne farà altri 200! Io interista: Fraizzoli mi diede alla Juve e gli dissi…”

Boninsegna: “Lautaro? Ne farà altri 200! Io interista: Fraizzoli mi diede alla Juve e gli dissi…” - immagine 1
Roberto Boninsegna, ex centravanti, ha concesso un'intervista ai microfoni di Libero. Queste le sue dichiarazioni verso Inter-Juve
Marco Astori
Marco Astori Redattore 

Roberto Boninsegna, ex centravanti, ha concesso un'intervista ai microfoni di Libero. Queste le sue dichiarazioni verso Inter-Juve, partendo da Lautaro Martinez che lo ha raggiunto a quota 181 gol con i nerazzurri: «Se proprio vogliamo far bene i conti io ne ho fatti 174, tre non vennero misteriosamente conteggiati. Due contro la Roma e uno contro gli inglesi del Crystal Palace».

Quindi, aggancio ancora da completare da parte del Toro?

«Ma no, scherzo. È un dettaglio. Lui è forte, fortissimo e ne segnerà oltre 200 con la maglia che ho amato di più. Lautaro poi è diventato qualcosa di più di un semplice bomber».

Ovvero?

«È il leader ovunque della squadra. Il capitano vero».

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In cosa somiglia a Bonimba?

«In molte cose: segna di destro e sinistro, in acrobazia e di testa. Avremmo potuto giocare bene insieme: lui a dialogare spalle alla porta, io fisso in area».

Toro a parte, il poker di attaccanti dell’Inter fa la differenza.

«Chivu ha il reparto più completo della A. Thuram segna, Bonny lo stiamo scoprendo ora ed Esposito è futuro e presente. L’Inter è là davanti perché ha segnato 57 reti, nessuna delle altre di A è arrivata a 50».

La Juventus è una maledizione per l’Inter: negli ultimi 20 anni ha vinto 19 volte il Derby d’Italia contro 7 dei nerazzurri.

«Ma negli ultimi 5 anni la squadra più forte in Italia non è stata mica la Juventus».

Spalletti l’ha rimessa in carreggiata, però.

«Sì ma per un posto in Champions. La rifondazione inizierà l’anno prossimo».

Domani sera all’Inter potrebbe bastare anche un pareggio.

«Calma, nel ’71 noi eravamo a -7 dal Milan. Rimontammo e vincemmo lo scudetto. Feci 24 reti in 30 partite».

Quindi lo scudetto non è già dell’Inter?

«Ma no. Nel calcio succede di tutto. Anche se tocco ferro e quant’altro».

Ma il suo sangue è di colore nerazzurro da sempre?

«Glielo confermo con un aneddoto: nel 1976 avevo 33 anni ed ero al mare in vacanza. Mi telefona il presidente dell’Inter, Ivano Fraizzoli: ti vendo alla Juventus. E io: alla Juve ci va lei!».

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Poi accettò.

«Non si poteva fare altrimenti all’epoca ma, con il senno di poi, ho realizzato che fu mica male per me: in tre anni vinsi più di quello che avevo raccolto con l’Inter».

Due flash dei suoi Inter-Juventus.

«Quando giocavo nell’Inter feci spesso gol a Zoff ma furono autentici miracoli: me ne parò tanti Dino, era il vero numero 1 del nostro calcio, insieme ad Albertosi. Alla Juve mi tolsi la soddisfazione di vincere in tre anni scudetto, coppa Uefa e coppa Italia».

Domani chi vince?

«Non c’è più il Totocalcio, avrei messo 1 secco».