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fcinter1908 news interviste Bordon: “Tifavo Inter, mai avrei immaginato di giocarci così tanto. Chivu? Bravo a…”

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Bordon: “Tifavo Inter, mai avrei immaginato di giocarci così tanto. Chivu? Bravo a…”

Fabio Alampi Redattore 
L'ex portiere nerazzurro ha ripercorso la sua carriera, dall'arrivo ad Appiano Gentile alla conquista dei trofei

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Ivano Bordon, ex portiere dell'Inter, ha rilasciato un'intervista a Il Gazzettino: "Per me è stato un grande sacrificio lasciare la famiglia a 15 anni, ho pianto e anche mia madre ha pianto quando mi hanno accompagnato nella grande città. La Marghera della mia infanzia era importante per le industrie nelle quali lavoravano tutti i genitori dei compagni di scuola. Mio padre Danilo faceva pietre refrattarie alla Sirma, si è ammalato di silicosi che gli ha mangiato i polmoni. Ero portiere già da bambino, a cinque anni mio nonno mi portava al campo e io mi mettevo sempre dietro la porta. Il pallone era un fatto di famiglia: papà aveva giocato nelle riserve del Venezia e per anni nella Miranese come difensore. A 13 anni ero fisicamente cresciuto e mi allenavo con la prima squadra della Miranese che giocava in serie D. Un anno dopo ero nella Juventina di Marghera".

Come è arrivato all'Inter?

"Tifavo per l'Inter, ma non potevo immaginare che dai 15 ai 32 anni avrei vissuto con la maglia dell'Inter: tre anni di giovanili, poi con la prima squadra. Un osservatore fece il mio nome a Gianni Invernizzi che seguiva i giovani neroazzurri. Sono andato in prova ad Appiano Gentile all'inizio del 1966 e a vederci c'erano Helenio Herrera, il Mago, e Italo Allodi. Da lì è cominciata la mia avventura e ho disputato il primo campionato Allievi. Tre anni dopo dissi ai miei genitori di raggiungermi: abitavo a Trezzano sul Naviglio, volevo togliere dalle polveri papà che, così, sarebbe andato in pensione. Nel 1969 abbiamo vinto il campionato Primavera, con Damiani e Bellugi; l'anno successivo sono passato in prima squadra come terzo portiere, dietro a Lido Vieri e a Sergio Girardi. Nel 1970-71 ero in Serie A e ho vinto anche lo scudetto, ho esordito nel derby col Milan: ero in panchina e sono entrato dopo un'ora, perdevamo 1-0, mi fecero un secondo gol su rigore e il terzo me lo segnò Rivera. Ma era l'inizio, esonerarono Heriberto Herrera e lo sostituirono con Invernizzi. Sono entrato in prima squadra nei "resti" della Grande Inter: Vieri, Burgnich, Facchetti, Bedin, Jair, Guarnieri, Mazzola, Suarez, Corso… Ho avuto la fortuna di far parte di quel gruppo di grandi giocatori e di grandi uomini. Poi lo scudetto 1979-80, una squadra tutta italiana allenata da Eugenio Bersellini, dalla prima all'ultima partita sempre in testa. A proposito di Inter, mi lasci dire che l'Inter campione di quest'anno ha disputato una grande stagione e l'allenatore Chivu è stato bravo soprattutto nei momenti cruciali a tenere la squadra concentrata".