Prima della partita, avete parlato fra voi compagni per ripartire.
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Calhanoglu: “Ricordo scudetto perso vivo, ecco cosa ci siamo detti. Sogno? Vincere con l’Inter”
«Ci confrontiamo spesso nei momenti importanti. Ci siamo detti che dobbiamo dare tutti di più, prenderci più responsabilità. È ancora vivo il ricordo dello scudetto perso per un punto, non vogliamo che succeda ancora. Dobbiamo continuare così, e chiudere il prima possibile».
I giovani dello spogliatoio seguono voi senatori?
«Ci ascoltano. Hanno capito come funziona qui all'Inter. L'asticella è alta, devi dimostrare sempre».
Che partite si aspetta contro il Como, fra campionato (domani) e Coppa Italia (il 21 aprile)?
«È una buona squadra, costruita bene. Dovremo stare attenti e fare il nostro gioco».
L'Inter è di nuovo senza Lautaro. Quanto è importante avere un capitano come lui?
«Quando non c'è manca, sia perché segna tanto ed è sempre pericoloso, sia per la personalità. Ma in spogliatoio non c'è solo lui, ci sono anche altri con grande esperienza e carisma. Sommer, Akanji, Acerbi».
In cosa deve migliorare?
«Nella gestione del recupero: devo ascoltare il mio corpo, riposarmi quando serve. Fosse per me, mi allenerei sempre, ma non è detto sia una buona idea».
Da ragazzo era leggero, come il suo idolo Andrea Pirlo. Nei settori giovanili, c'è ancora spazio per giocatori tecnici?
«Deve esserci. Se c'è talento, non serve essere grandi e grossi. In Germania, dove sono cresciuto, la pensano così. I vivai italiani non li conosco, non mi pronuncio».
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