- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
news
Getty Images
Fabio Capello, ex tecnico e attualmente opinionista, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport al termine del ventiduesimo turno del campionato di Serie A.
"L’Inter partiva con un organico più forte, il Milan almeno sulla carta con l’obiettivo di tornare a giocarsi l’Europa anche se c’è sempre chi si aspetta qualcosa in più. Credo che almeno ad oggi la classifica della Serie A rispecchi i valori delle protagoniste, soprattutto di quelle che da qui a maggio si giocheranno il titolo".
Crede quindi che l’Inter possa mantenere questo ritmo fino alla fine?
"La squadra di Chivu ha preso un indirizzo ormai ben preciso, vedo proprio una convinzione generale notevole, profonda, tra i calciatori. E il nuovo tecnico è stato bravo ad entrare nelle teste dei suoi, soprattutto dopo il difficile finale della scorsa stagione: fa molto turnover, e lo fa bene perché ha una rosa adeguata, una squadra forte, pochi punti deboli. Se non per quanto riguarda la fascia destra: l’assenza di Dumfries sta pesando e peserà ancora... Credo che invece siano eccessive tutte le critiche che sono state fatte a Sommer nelle ultime settimane. È un portiere con esperienza, noto che i difensori nerazzurri si fidano ciecamente di lui ed è molto bravo nel gioco con i piedi, nonostante l’errore grave commesso nella partita di venerdì scorso contro il Pisa. Forse era dovuto ad un eccesso di confidenza…".
Ha parlato della fascia destra come punto debole: pensa che Perisic possa essere la soluzione?
"Ha 37 anni, ma se stanno valutando di acquistarlo sarà perché la dirigenza sarà convinta di averne bisogno... In ogni caso non pareggerebbe il livello tecnico su cui invece può contare l’Inter a sinistra dove resta tra le migliori d’Europa, capace di far male alla prima occasione. Meglio non lasciare spazio a Dimarco".
La più vicina all’Inter è il Milan, oggi a -5: potrà raggiungere l’Inter?
"Personalmente vedo una squadra molto passiva, a differenza dei nerazzurri che spesso cambiano marcia a seconda dei momenti delle partite. Anche quando hanno perso contro l’Arsenal in Champions League, per esempio, di occasioni in ripartenza ne hanno avute. Il Milan ha un grosso difetto: la fase offensiva è accettabile, ma quando deve difendere i due attaccanti non danno alcun supporto alla squadra quando c’è da ripiegare. Non lo fanno Leao e Nkunku, ma neppure Pulisic e Fullkrug. Non è possibile sperare solo di recuperare palla e ripartire".
Come Dimarco contro il Pisa?
"Esatto. Ha cambiato la partita. E l’Inter è troppo convinta, troppo superiore al Milan. Però va aggiunta un’altra cosa: il Diavolo andava rivitalizzato. È una squadra in costruzione che prima deve rientrare tra le quattro qualificate in Champions. Nonostante tutti pensino di arrivare ben più in alto...".
La rosa più lunga dell’Inter sarà un fattore?
"Certamente: Chivu ha la possibilità di ruotare di più nonostante debba giocare anche più competizioni".
Di Chivu, invece, cosa pensa?
"Mi piacciono le novità che ha introdotto ultimamente, come il giorno libero prima della partita recuperata contro il Lecce. Nessuno più di lui capisce e “sente” lo spogliatoio: se ha deciso di muoversi in questo modo, è perché lo ritiene importante per il recupero dei suoi giocatori. Che allo stesso tempo vengono molto responsabilizzati: devono ripagare la fiducia dell’allenatore, perché tutti hanno bisogno di vivere anche nel mondo esterno al calcio. Ma lo stanno facendo. Sia in campo che fuori".
© RIPRODUZIONE RISERVATA