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Capello: “Ronaldo il più forte che abbia mai allenato ma era leader negativo. A Ibra dissi…”
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Fabio Capello, ex allenatore tra le altre di Milan, Roma e Juventus, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in occasione del suo 80° compleanno. Ecco alcuni interessanti estratti:
«Dopo Rivera, Baggio era il più bravo di tutti. Ma aveva un enorme problema alle ginocchia e non riusciva ad allenarsi. Per gli altri era difficile accettare che uno che non si fosse allenato durante la settimana potesse giocare 90 minuti. Adesso, con cinque sostituzioni, sarebbe più semplice. Oggi paradossalmente Baggio giocherebbe di più».
«Quando davi la palla a Maradona vedevi qualcosa di unico. Come Pelé. Io ho giocato con Pelé in America, nel 1976: torneo del Bicentenario, Italia-Inghilterra-Stati Uniti, lui era con gli Stati Uniti. Per tutta la partita fece pochissimo. A dieci minuti dalla fine prese palla e ribaltò il match. Maradona, Pelé e Messi sono i tre geni della storia del calcio. Hanno fatto cose che gli altri non osano neanche pensare».
«Non riesco a scegliere. Sono nati a vent’anni di distanza l’uno dall’altro. Ogni vent’anni nasce qualcuno che calcisticamente inventa qualcosa di nuovo».
«Ronaldo il fenomeno. Anche se per vincere l’ho dovuto mandare via».
«Ronaldo arriva infortunato al Real Madrid e un po’ mal messo, un po’ gordo, come dicono gli spagnoli».
«Gli chiedo quanto pesava ai mondiali in Giappone, che aveva vinto. Mi risponde: 84 chili. Era arrivato quasi a 94. Era un leader negativo: portava i compagni a far baldoria tutte le sere. Così con il presidente del Real decidiamo di mandarlo via. Mi chiama Berlusconi, mi chiede un parere, gli dico che era il giocatore più forte che avessi mai allenato. Il giorno dopo leggo la Gazzetta: Ronaldo al Milan».
«L’aveva già preso Galliani. Berlusconi mi aveva chiamato solo per capire che giocatore fosse».
«Gli dissi che a me non interessava il circo che faceva per gli spettatori; a me interessava che facesse gol. Venne Raiola a dirmi che rompeva le mani ai portieri. Risposi che per il momento aveva rotto solo i cristalli della palestra».
(Fonte: Corriere della Sera)
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