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fcinter1908 news interviste Cauet: “Inter, double storico. In Champions è competitiva. Chivu? La dirigenza ha capito…”

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Cauet: “Inter, double storico. In Champions è competitiva. Chivu? La dirigenza ha capito…”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Intervistato dal Corriere della Sera, Benoit Cauet ha parlato della straordinaria stagione dell'Inter

Intervistato dal Corriere della Sera, Benoit Cauet ha parlato della straordinaria stagione dell'Inter che si è conclusa con la conquista di Scudetto e Coppa Italia. "Se si può considerare un altro risultato storico? Sicuramente sì. Era molto difficile fare una doppietta dopo una stagione nella quale erano sfumati in extremis tutti i traguardi. È arrivato il cambio dell’allenatore e le capacità di Cristian Chivu sono state subito messe in dubbio. Alla fine la dirigenza ha però capito subito che tipo di tecnico voleva. Chivu conosceva la società e ha sempre avuto l’Inter dentro".

È stato molto bravo a gestire il gruppo…

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«Sì, lo ha motivato. Così come ha motivato giocatori come Zielinski e ha inserito giovani come Bonny e Pio Esposito. Quelle che ha raggiunto sono vittorie straordinarie. Il campionato italiano è molto difficile, ma l’Inter è stata brava a continuare nel suo gioco e sulla sua strada quando le rivali hanno mollato».

Cosa serve ancora a questa Inter per tornare competitiva in Champions dopo la delusione con il Bodo Glimt?

«L’Inter è competitiva in Champions. Poi quello che è successo con il Bodo è stato il classico momento no sia a livello psicologico sia a livello fisico. Ripeto: l’Inter è già competitiva. È una squadra che negli ultimi sei anni è andata tre volte a giocarsi una finale europea. Il gruppo c’è e la base è solida. L’Inter è forte».

Quanto è importante per il Como trattenere Nico Paz?

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«Forse è meglio dire che sarà difficile trattenere Nico Paz (ride, ndr). È importante sì la volontà del giocatore, ma le carte in mano le ha il Real Madrid. Dovrebbero parlare i due club e valutare cosa è importante per la crescita del ragazzo. Se è giusto tenerlo o farlo giocare nel Real o mandarlo per un anno in prestito a un’altra squadra».

(Corriere della Sera)