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Collovati: “Derby? Scudetto è già dell’Inter, con merito. Non ho gradito una cosa di Chivu”
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex difensore di Inter e Milan Fulvio Collovati ha parlato del grande derby di domenica sera.
Collovati, si è mai pentito di quella scelta?
«Mai. Per me era essenziale giocare in A per non perdere la Nazionale. Non dovete dimenticare che un anno di B già l’avevo fatto, proprio per il legame col Milan. Ma Bearzot era stato chiaro. O così, o ciao azzurri».
D’accordo ma scelse l’Inter, suscitando la rabbia dei suoi vecchi tifosi che già avevano sopportato la retrocessione.
«Potevo andare anche in altre squadre, è vero, ma mi confrontai con mia moglie Caterina e valutammo che fosse meglio non spostarci da Milano. E poi l’Inter era l’Inter, un club prestigioso».
Ha giocato tanti derby, di qua e di là. Come vede quello di domenica?
«Non sono un oracolo e non so dirti chi vincerà ma mi aspetto una partita di attacco da parte dell’Inter e di attenzione da parte del Milan. Come all’andata. Ma non è detto, ovviamente, che il risultato sia lo stesso. L’assenza di Lautaro pesa ma Chivu ha altre soluzioni. E il Milan può colpire con le sue frecce, a cominciare da Pulisic».
Se vince l’Inter, lo scudetto è assegnato. Se...
(Collovati interrompe la domanda) «Lo scudetto è assegnato comunque. Ormai è dell’Inter. Con pieno merito, tra l’altro».
Eppure Chivu ha lamentato una scarsa considerazione per i risultati ottenuti dalla squadra.
«Questo è incomprensibile. Non ho gradito il suo stile comunicativo delle ultime settimane, così come lo avevo apprezzato in precedenza. Prima la strenua difesa di Bastoni, che ha ammesso di suo l’errore. Ora sostiene che alla sua Inter non venga riconosciuto il valore di certi risultati. Ma cosa si aspettava, gli applausi dopo essere stato eliminato dal Bodo/Glimt in Champions? Dai, su».
Se l’Inter vince “solo” lo scudetto, come dobbiamo valutare la stagione?
«Positiva. Molto positiva. Se porti a casa un trofeo, hai centrato comunque un obiettivo. E il campionato italiano non è mai scontato».
Il Milan è secondo. Se difende la posizione, Allegri ha ottenuto il massimo?
«Certamente. Io certe critiche a Max le capisco poco. Forse i milanisti hanno dimenticato dove stavano prima che lui arrivasse. Magari il Milan è stato avvantaggiato rispetto alle concorrenti per la Champions League per non aver giocato in Europa. Ma sta facendo comunque un ottimo campionato».
Leao, uno dei protagonisti annunciati del derby, ha lanciato un appello pubblico ai compagni perché non uscissero di casa per tutta la settimana.
«Divertente. Mi lascia pensare che di solito i giocatori facciano baldoria nelle altre, di settimane. Ai miei tempi non era così».
Quello non va più di moda. Chivu, come tanti altri allenatori, lo ha quasi sempre abolito prima delle partite a San Siro.
«E’ una strategia che non comprendo e non approvo. A me piaceva andare in ritiro. Lo consideravo un elemento necessario per cementare il gruppo. Anzi io non vedevo l’ora di stare con i miei compagni, anche a costo di discutere con mia moglie».
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