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De Siervo: “Calendario un falso problema per la Nazionale. Soldi Serie A per il nuovo ct…”
Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Calcio Serie A, è intervenuto in occasione della serata “United for Meyer” a Forte dei Marmi. Queste le sue dichiarazioni, a partire da Giovanni Malagò: “C’è un clima di grande collaborazione e unione, ha iniziato con il piede giusto e ha grande esperienza, non devo dirlo io. È chiamato alle prime scelte, mi auguro che quello che è stato pianificato possa vedere la luce quanto prima”.
Negli anni è mancato il collante Federazione-Lega?
“Io credo che, in un’analisi profonda, le origini della fase di appannamento della nostra Nazionale risalgano a vent’anni fa, al 2006, alla riforma Melandri, che ha cambiato i pesi elettorali, rompendo una regola che ha portato la Serie A a essere marginalizzata. È un tema di organizzazione e di sistema”.
Galliani diceva che c’è voglia di azzurro. Su cosa insistere perché torni questo clima di appartenenza?
“Credo che Galliani abbia usato una bellissima formula. È una responsabilità che dobbiamo assumerci tutti. Il clima è quello giusto, ci sono le condizioni per dare a Malagò autonomia e autorevolezza. La Serie A sta facendo il percorso giusto, di confronto con gli altri grandi campionati”.
La Serie A potrebbe aiutare economicamente il nuovo corso della Nazionale?
“Questo verrà discusso in altre sedi, credo che la Serie A farà la sua parte. L’obiettivo è consegnare una Nazionale che abbia le carte in regola per fare bene. Aspettiamo anche di capire se esiste disponibilità da parte delle persone citate. Poi verrà discusso, al momento nulla è stato deciso, altrimenti l’avreste saputo: credo verrà deciso nei prossimi giorni”.
Si darà più disponibilità anche nel calendario?
“Credo sia un falso problema. È stato raccontato in maniera sbagliata il mancato stage con Gattuso: non c’era la possibilità di cambiare, il calendario purtroppo è un monolite che non può essere compresso e spostato come i tifosi vorrebbero. Non è stata colpa della Serie A se non sono stati fatti gli stage, non c’erano le condizioni. E poi ormai molti giocatori giocano all’estero, è un puzzle molto complesso e quella disponibilità ovviamente non c’è da parte degli altri campionati”.
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