Ciro Ferrara, ex calciatore e ora opinionista e commentatore tecnico di DAZN, ha parlato nel corso della trasmissione 'Vamos', analizzando la sfida tra Inter e Atalanta.

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Ferrara: “Rigore Frattesi-Scalvini? Strano non sia stato assegnato! Scudetto? L’Inter…”
L'analisi parte dal contatto Dumfries-Sulemana in occasione del gol di Krstovic, che ha scatenato le proteste della squadra di Chivu:
"Non c'è un fallo, quindi concordo pienamente con la decisione dell'arbitro, perché una spinta te ne accorgi. Intanto è difficile che tu possa spingere con un braccio quasi disteso, se vuoi dargli la spinta gliela dai in questa maniera qui. Dopodiché si è preso un grandissimo rischio, perché ovviamente... Secondo me in questa circostanza non gli crea un danno, onestamente".
Poi si passa a Scalvini-Frattesi:
"Abbiamo visto sempre assegnare il rigore. Cioè è quasi come se fosse diventato un episodio codificato, come si dice in gergo. Per lo step on foot, chi lo dice qual è stata l'intensità? Ormai è codificato che nel momento in cui tu, all'interno dell'area di rigore, sull'attaccante gli dai un pestone, qualsiasi sia l'entità è calcio di rigore. È stato codificato. E allora in questa situazione l'attaccante anticipa e arriva prima sul pallone, c'è il contatto, perché sennò entriamo in un ginepraio in cui anche nelle prossime volte sarà giudicata l'intensità. Questo rigore tanti anni fa, ancora quando giocavo io, non l'avrebbero mai assegnato, però poiché ormai sono cambiate tante cose e questo è un episodio che abbiamo visto in tantissime circostanze, mi sembra strano che oggi non sia stato assegnato. Se invece tu lo codifichi c'è poco da fare, poi può non piacerci, perché ovviamente a me un rigore del genere è fuori da ogni logica, però sono stati assegnati, ma tanti sono stati assegnati in quella maniera".
Sulla lotta Scudetto:
"È tutto nelle mani dell'Inter ancora. Tutto può succedere, perché Quito dice uno che è stato rimontato per due volte, una volta con il Napoli, una volta con la Juventus e un'altra volta invece mi è capitato di recuperare e di vincere un campionato. Quindi tutto può succedere, per l'amor di Dio. Perché sono otto e domani potrebbero diventare cinque".
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