Sta seguendo la Serie A e l’Inter?
«Meno di quanto vorrei, ma abbastanza per dire che i nerazzurri sono una super squadra, con un ottimo allenatore che ricordo bene in campo, e che Lautaro è un super attaccante: penso che valga i migliori del mondo. Il nostro Haaland non ha uguali nella finalizzazione, ma pochi sono belli da vedere come l’argentino».
Ha sentito parlare di Pio?
«Più di quanto lo abbia visto. In Italia-Norvegia mi aveva impressionato, evidentemente tutto il bene che si dice di lui è vero, ma non posso dire se sarà l’uomo del destino degli azzurri. Vorrei andaste ai Mondiali, dove la mia Norvegia può essere una sorpresa. Potrebbe addirittura vincerlo, perché no?».
Che ricordi conserva dei suoi anni italiani?
«L’unico shock culturale era nell’idea di ritardo: da voi è un po’ diverso che da noi… Per il resto, tutto splendido, la gente, il Paese, Siena. Io ed Enrico Chiesa eravamo una gran coppia: ricordo suo figlio Federico bambino, ora calcia come il papà. Per me Italia significa anche altro, come la battaglia con Cannavaro a Francia ‘98: mai visto un difensore saltare come lui. E poi galantuomini come Zola e Vialli».
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