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fcinter1908 news interviste Flo: “Inter super, ma occhio al Bodo. Anche in trasferta. Lautaro top, impressionato da Pio”

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Flo: “Inter super, ma occhio al Bodo. Anche in trasferta. Lautaro top, impressionato da Pio”

Andrea Della Sala Redattore 
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante di Chelsea e Siena, ha parlato delle insidie che aspettano l'Inter in Norvegia

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante di Chelsea e Siena Tore Andre Flo, ha parlato delle insidie che aspettano l'Inter in Norvegia

Cosa deve temere più l’Inter: meteo, atmosfera o sintetico?

«Più che del freddo, mi preoccuperei del vento, mentre il sintetico non è poi così male: spesso le squadre arrivano qua con l’idea che sia tutto ‘terribile’ e con un atteggiamento sbagliato. Dopo che ci giochi un po’, in Norvegia ti accorgi che è anche piacevole… Il Bodo Glimt è il riferimento di un movimento cresciuto tanto: forte in casa ma, attenzione, eccellente anche in trasferta. Gioca un calcio veloce e ha una compattezza unica, con Berg a guidare tutti».

Sta seguendo la Serie A e l’Inter?

«Meno di quanto vorrei, ma abbastanza per dire che i nerazzurri sono una super squadra, con un ottimo allenatore che ricordo bene in campo, e che Lautaro è un super attaccante: penso che valga i migliori del mondo. Il nostro Haaland non ha uguali nella finalizzazione, ma pochi sono belli da vedere come l’argentino».

Ha sentito parlare di Pio?

«Più di quanto lo abbia visto. In Italia-Norvegia mi aveva impressionato, evidentemente tutto il bene che si dice di lui è vero, ma non posso dire se sarà l’uomo del destino degli azzurri. Vorrei andaste ai Mondiali, dove la mia Norvegia può essere una sorpresa. Potrebbe addirittura vincerlo, perché no?».


Che ricordi conserva dei suoi anni italiani?

«L’unico shock culturale era nell’idea di ritardo: da voi è un po’ diverso che da noi… Per il resto, tutto splendido, la gente, il Paese, Siena. Io ed Enrico Chiesa eravamo una gran coppia: ricordo suo figlio Federico bambino, ora calcia come il papà. Per me Italia significa anche altro, come la battaglia con Cannavaro a Francia ‘98: mai visto un difensore saltare come lui. E poi galantuomini come Zola e Vialli».