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G. Jesus: “Ronaldo viene da un altro pianeta. Sognavo la A. Segnare due gol all’Inter…”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'attaccante ha parlato della mancata convocazione col Brasile e non solo

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Diversi infortuni e i pochi minuti accumulati nel finale di stagione, sono stati fattori negativi per Gabriel Jesus che sta guardando il suo Brasile impegnato al mondiale dal divano. Per il giocatore non è stata un'ingiustizia la mancata convocazione. "Credo di non essere nemmeno stato così vicino a entrare nei 26. Ci sono stati altri giocatori chiamati molte volte nell’ultimo anno e poi tagliati. Se mi chiedete “dovevi essere in lista?”, rispondo di no".

 

L’ultima volta che Ancelotti ha chiamato?

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«Ci siamo parlati a gennaio, quando stavo segnando. Purtroppo nel finale di stagione non ho avuto minuti e, se devo essere sincero, è questo il motivo per cui non meritavo di essere al Mondiale. Sono un tipo umile, capisco le situazioni».

Appunto, chi è Gabriel Jesus?

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«Un ragazzo felice, uno che scherza con tutti, anche con Calafiori che gioca con me all’Arsenal e ama il Brasile come io amo l’Italia. Ora è in Brasile, mi manda foto e musica brasiliana».

 

Felice anche con tutti quegli infortuni?

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«Non importa quello che è successo in passato, sono grato a Dio per quello che ho fatto nella vita: mi ha dato talento e opportunità. Nei momenti difficili ho avuto dubbi, mi chiedevo se sarei tornato. Leggevo già la Bibbia ma a quel tempo ho realizzato che senza Gesù non esistiamo. Ti rendi conto che ogni giorno accade quello che c’è scritto nella Bibbia e che da solo non ce la puoi fare. A volte pensiamo di essere supereroi ma è esattamente l’opposto: quando ti rendi conto che nessuno è perfetto, capisci che serve qualcuno che ti aiuti».

Magari nel campionato italiano? Si è parlato tanto di Milan e Juventus...

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«Sono cresciuto guardando la Serie A e sognavo di giocare in Italia. Segnare due gol a San Siro contro l’Inter è stato come realizzare quel sogno. Non conosco il mio futuro, ora lavoro e vediamo che cosa succede con l’Arsenal».

Allora, adesso che è cominciata l’eliminazione diretta, facciamo il tabellone per scegliere il più grande brasiliano di sempre. Primi due quarti: Rivaldo o Romario? Ronaldinho o Neymar?

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«Scelgo Romario, anche se l’ho visto poco. Sul secondo è dura: amo Dinho ma prendo Neymar».

Altri due quarti di finale: Pelé o Zico? Ronaldo o Garrincha?

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«Pelé e Ronaldo».

Semifinali: Romario contro Neymar, Pelé contro Ronaldo.

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«Qui è durissima. Vado con Neymar e poi... Pelé è il re ma io scelgo Ronaldo, che è il mio mito».

In finale quindi...

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«Vince Ronaldo. Dopo l’infortunio ho realizzato quanto sia stata dura per lui tornare. Ronie è uno diverso, per me viene da un altro pianeta».

(Gazzetta dello Sport)