«Se l’Inter vince questo derby, ipoteca il campionato andando a +13». Apre così l'intervista di Fabio Galante, ex calciatore dell'Inter, ai microfoni del Corriere di Milano. Queste le sue dichiarazioni verso la stracittadina di domenica sera.

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Galante: “Quello che succede a Bastoni è ingiusto e ridicolo! E se l’Inter vince il derby…”
Galante, dopo sei derby è il momento giusto per l’Inter di tornare alla vittoria?
«Vincendo questo derby non conquista aritmeticamente lo scudetto, ma lo ipotecherebbe andando a +13. Un derby è sempre un derby. Io l’ho giocato a Milano, Torino e Genova e sono gare speciali».
Che giudizio possiamo dare al lavoro di Cristian Chivu?
«Io con lui ho fatto il corso allenatori a Coverciano. È un ragazzo intelligente. Chi lo ha scelto sapeva che Cristian poteva fare questo campionato. Lui non ha stravolto l’ottimo lavoro fatto da Simone Inzaghi. Ha portato qualche altra idea come la linea difensiva più alta o rotazioni più importanti. La cosa più bella è che Chivu si è fatto benvolere dai giocatori instaurando un legame importante. Sono contento per lui e gli faccio i complimenti».
Secondo lei, in caso di sconfitta dell’Inter si riaprirebbe la lotta scudetto?
«I sette punti restano un ottimo vantaggio a 10 gare dalla fine, ma forse qualcosa si riaprirebbe».
Può essere il derby di Pio Esposito?
«Me lo auguro perché è un ragazzo che vale. È bravo, conoscono i suoi fratelli e la sua famiglia. Sono persone splendide, hanno cresciuto questi tre figli in maniera spettacolare. Pio merita di affermarsi in una gara così bella, match che si ricordano tutta la vita».
Quanto è cresciuto Dimarco?
«Era già forte nell’era di Simone Inzaghi, ma quest’anno sta facendo cose stratosferiche: assist su assist e gol su gol. Numeri che sono davanti agli occhi di tutti, vive un’annata strepitosa. E sono contento anche per lui. È un ragazzo cresciuto nell’Inter, un esempio. Ce ne vorrebbero di calciatori come Dimarco, anche per la Nazionale».
Quello accade a Bastoni, fischiato a Lecce e poi a Como, è ingiusto?
«È ingiusto e ridicolo. Ad Alessandro, però, rimproverano quello che ha fatto dopo la simulazione. Ha dato fastidio l’esultanza, il fatto che ha chiesto il cartellino giallo per Kalulu e che ha detto di essere toccato. Se si fosse rialzato senza fare o dire niente, non sarebbe successo questo polverone. Detto questo, i fischi sono esagerati. Facendo un discorso più generale sui simulatori, il Var è uno strumento importante. L’arbitro deve fare l’arbitro, ma il Var deve intervenire sugli errori grossolani. Con questo mezzo il gol di mano di Maradona sarebbe stato annullato e con la goal line technology sarebbe stato convalidato il gol di Muntari. Il Var deve intervenire e ammonire o buttare fuori i simulatori».
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