"Come finirà? E' vero che la Procura ha chiesto una proroga, quindi questo fascicolo iniziato a fine 2024 non potrà andare oltre la fine del 2026: a livello sportivo i tempi saranno più brucianti. Io non credo possano esserci estremi penalmente rilevanti a carico di chicchessia: ci vuole la dimostrazione ai fini di una richiesta di invio a giudizio, non della formulazione della richiesta di archiviazione dopo la chiusura delle indagini, ci vuole la prova che qualcuno abbia posto in essere atti finalizzati ad alterare il regolare svolgimento delle gare.
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Grassani: “Inchiesta? Rumore per nulla. Pensate: hanno intercettato Rocchi per un anno e…”
Se ci ricordiamo com'è nata l'indagine, da un esposto di un avvocato padre e tifoso che durante una gara vide un'azione non adeguatamente valutata e presentò un esposto alla Procura, poi ulteriori segnalazioni di arbitri dismessi, questo dà la misura di quello che può essere stato l'habitat nel quale l'indagine è nata e chi poi l'ha coltivata. E finora, al di là di poche figure fuori dal mondo arbitrale, la maggior parte degli auditi appartengono a quel settore. Credo di poter dire con ragionevole certezza che a livello calcistico e societario di dirigenti non ci siano rischi, nemmeno per l'Inter: a livello penale se qualcosa, ancora non accertato altrimenti il PM non avrebbe chiesto sei mesi di proroga, dovesse emergere, questa riguardarebbe solo i protagonisti del mondo arbitrale che oggi è completamente dequalificato da comportamenti e sanzioni che potrebbero portare anche al commissariamento dell'AIA.

L'esposto del tifoso? La considerazione amara che si può fare è che per quasi due anni, se quest'interrogatorio arriverà a compimento, l'attività giudiziaria ha indagato impiegando risorse, strumenti e soldi dei cittadini per appurare l'esistenza o meno di un concorso in frode sportiva, un reato gravissimo punito fino a nove anni di reclusione, per avere in mano oggi semplicemente rapporti probabilmente in buona fede posti in essere dagli arbitri ma nessun tipo di volontà per tentare l'alterazione delle gare. Direi che Calciopoli rimane una pagina sepolta, se non ancora viva nelle chiacchiere da bar: ma che non ha nulla a che fare con questa vicenda", ha concluso Grassani.
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