FC Inter 1908
I migliori video scelti dal nostro canale

fcinter1908 news interviste Gravina: “L’Italia avrebbe fatto bella figura al Mondiale. Il talento c’è, ma i club…”

news

Gravina: “L’Italia avrebbe fatto bella figura al Mondiale. Il talento c’è, ma i club…”

Gravina: “L’Italia avrebbe fatto bella figura al Mondiale. Il talento c’è, ma i club…” - immagine 1
Intervistato da La Nazione, Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC, è tornato a parlare del suo addio
Marco Macca
Marco Macca Redattore 

Scegli FcInter1908 come tuo sito preferito su Google: clicca qui

Intervistato da La Nazione, Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC, è tornato a parlare del suo addio e, più in generale, dello stato di salute del calcio italiano:

Gravina: “L’Italia avrebbe fatto bella figura al Mondiale. Il talento c’è, ma i club…”- immagine 2

Qual è stato il suo primo pensiero dopo le ultime vittorie nel segno dei giovani?

—  

“Ho seguito tutto con grande interesse, perché c’era l’occasione per accendere un faro sulla progettualità che stavamo portando avanti come federazione e che riguarda la filiera dei giovani cresciuti grazie al lavoro dei tecnici federali. Il risultato è stato entusiasmante e provo grande soddisfazione nell’aver visto in pochi giorni l’Under 17 confermarsi campione d’Europa, cosa mai successa in 138 anni di storia; e poi i ragazzi vicecampioni del mondo under 20 esordire in blocco nella nazionale maggiore, con tanti 2008 indossare la maglia azzurra e portarsi dietro un carico di responsabilità e pressioni. Tutto ciò è stato un segnale positivo, di soddisfazione e gratificazione per il futuro".

Gravina: “L’Italia avrebbe fatto bella figura al Mondiale. Il talento c’è, ma i club…”- immagine 3

Beata gioventù verrebbe da dire guardando l’orizzonte futuro...

—  

“Valorizzare i giovani italiani è un concetto che vado ripetendo da 8 anni. Il talento c’è ed è sempre esistito ma ora il compito principale ce l’hanno i club, ovvero trasformare il talento in campione. Ma qui arriva il primo problema: se nel 2006 il 70 per cento dei calciatori selezionabili erano italiani, ora siamo scesi al 30 per cento per via della presenza di tanti stranieri. Si capisce che c’è qualcosa che non funziona e non si tratta di essere nazionalisti, ma riguarda il principio della sostenibilità. La filiera non va costruita per valorizzare l’industria del calcio, ma dobbiamo alimentare la filiera per coltivare entusiasmo e attrarre i giovani. Poi servono le vittorie, certo; serve la qualificazione ai Mondiali, vero. Ma il calcio italiano è in crisi perché non ha più riferimenti vincenti”.

A proposito di club: da De Laurentiis a Lotito, come la mettiamo con la multiproprietà che fa mugugnare certe piazze?

—  

“In Europa si sta valutando di consentirla con una percentuale riconosciuta che non deve superare il 30 per cento. In Italia quello che ha tolto la norma sono stato io: poi il Napoli ha minacciato di farci causa e si è arrivati alla transazione, con la chiusura del 2028. Quindi De Laurentiis dovrà vendere il Bari perché non si potrà essere proprietari di due club professionistici”.

Sia sincero: con tutti i limiti mostrati, ci stava l’Italia in questo Mondiale?

—  

“Certo, e avrebbe fatto la sua bella figura. Il nostro girone ci consentiva di competere per la qualificazione, poi tutto poteva succedere”.

(Fonte: La Nazione)