Intervistato da Tuttosport, Filippo Magnini ha analizzato la stagione dell'Inter. Il nuotatore, grande tifoso nerazzurro, mette in guardia la squadra: per lo scudetto è ancora lunga. "Quante partite mancano alla fine? Nove. Allora non può essere ancora scudetto. Solo un folle penserebbe che sia già fatta! Poi certo otto punti di vantaggio non sono pochi ma dobbiamo continuare a vincere, a fare punti. Queste due ultime gare non sono andate bene anche se, come spesso capita nel calcio, ci sono stati parecchi episodi un po' controversi. Non siamo stati né bravi ma neanche fortunati. Ora però abbiamo nove partite per dimostrare di essere più forti di tutti".

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Inter, Magnini: “Scudetto? Calma! Fischi a Bastoni? Mi fa un po’ ridere. Di Chivu mi piace…”
A proposito di errori arbitrali, l'Inter sta pagando il caso Bastoni?
—«Io penso che quello che ha fatto Bastoni, che sicuramente è stato sbagliato, forse l'hanno fatto quasi tutti i giocatori di calcio nella loro vita. Non penso che sia questo, onestamente la troverei una motivazione assurda. È ovvio che se certi errori capitano alla fine di una stagione può sembrare che il campionato ti può essere stato rubato però certi episodi nel calcio ci sono. Ci sono perché il “sistema" vuole che ci siano altrimenti si farebbe qualcosa di concreto».
Non le sembra esagerato che oggi in tutti gli stadi Bastoni venga ancora fischiato?
—«Mi fa un po' ridere ma penso e spero che Bastoni sia superiore e che riesca a farsi scivolare certe critiche addosso».
Qualcuno ha detto che per quello che ha fatto non dovrebbe essere convocato in Nazionale...
—«Se togliamo la possibilità di andare in Nazionale a tutti i giocatori che hanno fatto una “cavolata” in carriera non ci andrebbe più nessuno probabilmente. Ma non solo in Italia».
Tornando all’Inter: sarebbe un premio di consolazione lo scudetto dopo l’eliminazione dalla Champions League e della Coppa Italia?
—«Quando si vince, se si dovesse vincere, non è mai un premio di consolazione perché vorrà dire che sei la squadra più forte d’Italia. Poi se la squadra più forte d'Italia non riesce a vincere la Champions vuol dire che gli avversari sono stati più bravi di te. La Champions è una competizione ambitissima da tutte le grandi squadre d’Europa. Non è che si vince così facilmente».
È rimasto sorpreso da Cristian Chivu?
—«Sorpreso no anche se non sempre un grande giocatore può essere un bravo allenatore. Mi piace il suo carisma, quello che riesce a trasmettere alla squadra a livello di mentalità e di gioco».
Ha avuto paura del Milan di sua moglie Giorgia Palmas?
—«Paura no, ma nel derby ci ha messo in difficoltà. Però tra vincere il campionato o il derby scelgo sempre il primo».
(Tuttosport)
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