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Loredana Bellugi: “Le sue ceneri in un pallone di ceramica con i colori dell’Inter. Ricordo…”

Loredana Bellugi: “Le sue ceneri in un pallone di ceramica con i colori dell’Inter. Ricordo…” - immagine 1
Il 20 febbraio 2021, se ne andava un grande interista come Mauro Bellugi. La moglie Loredana racconta il suo amore per l'Inter
Marco Macca
Marco Macca Redattore 

Il 20 febbraio 2021, se ne andava un grande interista come Mauro Bellugi. A circa cinque anni dalla morte, la moglie Loredana, nel corso di un'intervista alla Gazzetta dello Sport, ha raccontato l'amore del marito per l'Inter:

Loredana Bellugi: “Le sue ceneri in un pallone di ceramica con i colori dell’Inter. Ricordo…”- immagine 2

Che cosa le diceva dell’Inter?

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«Che era stata la sua passione e che tale rimaneva. L’Inter lo prese giovanissimo dal Buonconvento, il suo paese, in provincia di Siena».

Con l’Inter ha giocato e vinto, ma il distacco dall’Inter non è stato bello.

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«Lo spogliatoio era diviso in due gruppi. In uno c’erano i giocatori legati a Sandro Mazzola. Nell’altro, i fedelissimi di Mario Corso. Mauro era amico di Corso, che a un certo punto venne ceduto (al Genoa, ndr). Mauro se ne andò l’anno successivo, al Bologna, anche se aveva già fatto le foto con la maglia della Juve».

Come?

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«Sì, l’aveva cercato la Juve e lui aveva accettato, poi l’Inter, credo, si mise di traverso e alle visite mediche venne fuori che un ginocchio non era proprio a posto. Affare saltato, Mauro al Bologna».

Loredana Bellugi: “Le sue ceneri in un pallone di ceramica con i colori dell’Inter. Ricordo…”- immagine 3

È vero che qualche anno dopo sarebbe potuto andare al Milan?

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«Confermo, a fine carriera, dopo la Pistoiese (nel 1981, ndr). C’era stata una trattativa, ma volevano pagarlo a gettone e lui rifiutò. Meglio così, perché quel Milan retrocesse in Serie B».

Cinque anni senza Mauro.

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«Lui non c’è, ma c’è. Le sue ceneri sono con me, dentro un pallone di ceramica con i colori e i simboli dell’Inter. Quando gioca l’Inter, lo prendo e lo metto sotto il televisore. Ogni tanto ripenso a quello che Mauro ha passato. Lui ha sorriso e scherzato fino all’ultimo, ma lo so io quanto ha sofferto. Gli hanno amputato le gambe, a lui che era stato un calciatore, e non è servito a tenerlo in vita».

(Fonte: La Gazzetta dello Sport)