Ha giocato nella Lazio con Inzaghi, Stankovic, Simeone e Mihajlovic e tra i suoi allenatori c'è stato il suo ex compagno Roberto Mancini. Ora l'ex laziale Lucas Castroman aiuta i suoi fratelli con la santeria di famiglia in Argentina. «Ma voglio fare l'allenatore», dice. A La Gazzetta dello Sport ha raccontato alcuni aneddoti della squadra biancoceleste e ha parlato proprio del suo ex compagno, Simone Inzaghi, oggi allenatore dell'Inter.


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Castroman: “Quando Inzaghi tamponò la Ferrari di Crespo a 100 km/h. Non mi aspettavo di…”

«Non avrei mai pensato di vederlo a questi livelli. Un giorno entrò nei parcheggi di Formello a cento all'ora e tamponò la Ferrari di Crespo che nel frattempo stava uscendo dai cancelli. Quante risate. Mihajlovic? Mi costò un paio di Cristal di Champagne. Vidi che stava facendo le flessioni insieme a Couto. Erano a 600 e si stavano sfidando. Dissi: 'Se arrivate a mille vi offro due bottiglie di champagne'. Alla fine ci arrivarono a mille e Inzaghi mi anticipò i soldi. Il più forte di noi era Veron, ma una Lazio così forte non ci sarà mai più», ha raccontato l'ex centrocampista.
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Poi l'affondo su Mancini: «Non è mai stato sincero. Nell'estate del 2003 mi escluse dalla squadra ma prima del turno preliminare di Champions contro il Benfica mi richiamò perché si rese conto che avevamo degli infortunati. Quando mi chiese di giocare gli lanciai la maglietta in faccia. Pochi giorni dopo sono andato all'Udinese. Se mi sono pentito di aver smesso così presto? Ne avevo abbastanza del calcio, falsi amici, false promesse. Firmavo i contratti in dollari e ricevevo pesos», ha concluso.
(Fonte: La Gazzetta dello Sport)
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