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fcinter1908 news interviste Klinsmann: “Inter, credici! Esposito uomo del destino, Bisseck fortissimo. Mi aspetto tanto da…”

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Klinsmann: “Inter, credici! Esposito uomo del destino, Bisseck fortissimo. Mi aspetto tanto da…”

Fabio Alampi Redattore 
L'ex attaccante tedesco fu uno dei protagonisti della grande rimonta contro l'Aston Villa in Coppa Uefa nel 1990

L'Inter è chiamata a ribaltare la sconfitta per 3-1 rimediata contro il Bodo/Glimt per continuare il proprio percorso in Champions League. I precedenti non mancano: nel 1990, ad esempio, i nerazzurri riuscirono a vincere 3-0 contro l'Aston Villa dopo aver perso 2-0 all'andata in Inghilterra. Tra i protagonisti di quel match ci fu Jurgen Klinsmann, autore della rete che diede il via alla rimonta. L'ex attaccante tedesco, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ricorda bene quella serata: "È una delle partite che non dimenticherò mai, la rimonta più grande della mia carriera".

Klinsmann, cos'altro le è rimasto nel cuore di quel secondo turno di Uefa?

"Dopo l'andata nessuno pensava di non farcela, anzi eravamo tutti convinti. Si parte sempre da lì, dall'ottimismo che ti convince di poter fare grandi cose. Il resto del merito lo ha avuto lo stadio perché c'era un'atmosfera semplicemente incredibile. È stata una delle partite con più energia che abbia mai visto: ancora oggi mi ricordo le bandierine con scritto Inter che la gente sventolava".

Cosa può insegnare quella partita nel tentativo di rimonta contro il Bodo?

"Insegna che serve avere pazienza e non è necessario segnare subito tutti i gol necessari. Io l'avevo messa dentro presto, ma per il 2-0 di Nicolino (Berti, ndr) abbiamo dovuto aspettare metà secondo tempo. Poi, dopo un po', è arrivato un gol favoloso di Sandrino (Alessandro Bianchi, ndr) su cross di Pizzi che, forse, aveva superato la linea di fondo. Il boato è stato incredibile".

Sull'oggi, che idea si è fatto dei norvegesi?

"Premetto che è difficilissimo giocare lì a febbraio con quel clima e con quel campo. Quando siamo stati eliminati dal Malmö nella Coppa dei Campioni 1989-90, non avevamo neanche queste scusanti... Al di là di tutto, però, il calcio norvegese ha avuto negli ultimi dieci anni uno sviluppo incredibile. Non se ne parla abbastanza, ma sarà la squadra sorpresa al Mondiale: forse ci sono nazionali più esperte per la vittoria, ma la Norvegia ha tutto per arrivare fino in fondo. Il Bodo/Glimt non fa che rappresentare ottimamente questo movimento".

I norvegesi saranno intimoriti dall'ambiente?

"L'errore più grande è trattarli come principianti: non saranno intimoriti perché sono ormai un'ottima squadra con dimensione europea. E non sono forti solo in casa, ma hanno qualità per metterti in difficoltà anche a Milano: bisognerà attaccare tanto, ma senza scoprirsi perché sanno castigarti alla prima occasione".

In casa Inter l'assenza di Lautaro lancerà definitivamente in orbita Pio Esposito?

"Pio è già lanciato, indipendentemente dal ruolo che avrà fino a fine stagione. Che entri in corsa o giochi dall'inizio, questo ragazzo ha fatto capire di che pasta sia fatto. Possiamo sperare che sia lui l'uomo del destino e della qualificazione, ma speriamo soprattutto che possa crescere ancora: finalmente un italiano così forte subito in campo".

Cosa le ruba l'occhio del giovane Esposito?

"A me piace perché non conosce minimamente la paura e mantiene sempre il giusto livello di fiducia: è la dote che serve per fare un'impresa come questa. Poi, se sbaglia un gol, si dispera solo con se stesso e mai con il compagno che gli ha passato il pallone: è davvero un trascinatore nonostante i suoi venti anni. Ma mi aspetto la stessa leadership anche da altri interisti...".

A chi si riferisce?

"A Barella, Bastoni più Dimarco, che sta facendo numeri da circo sulla fascia. È l'asse italiano che in una partita come questa deve alzare il livello e trascinare. Con le giocate, ma anche con le parole. Contro il Bodo devi anche urlare, accendere il pubblico: se c'è uno stadio in cui i miracoli possono sempre succedere, quello a San Siro".

Lei ha citato Bastoni, come ha vissuto la simulazione di Inter-Juve e le polemiche successive?

"È stato un finimondo... esagerato. Avrà pure sbagliato, ma può succedere a tutti. L'ha detto pubblicamente: era veramente dispiaciuto e questo basta per finirla qui. Ora si va avanti e non ha senso accanirsi ancora su di lui o continuare a fischiarlo".

A parte Lautaro, Calha non ha recuperato e Dumfries viene convocato solo adesso: pesa il fatto che questo playoff si giochi in un momento di grandi problemi in infermeria?

"Tutte le squadre hanno degli infortunati, a maggior ragione in questo periodo, a cavallo tra febbraio e marzo. L'Inter non poteva essere diversa dalle altre, ma non bisogna considerare mai le assenze come una scusa: quelli che andranno in campo saranno tutti dei campioni".

Usa questa definizione anche per il suo connazionale Yann Bisseck?

"Continuo ad avere un debole per lui: è semplicemente fortissimo. Spero che vada al Mondiale con la Germania, ma anche che resti all'Inter a lungo. Immagino che grandi squadre busseranno alla sua porta, ma sicuro che possa trovarsi meglio lontano da Milano?".

Basterebbe lo scudetto, che pare vicino, per cancellare dalla testa un'eventuale eliminazione ai playoff contro il Bodo/Glimt?

"Per me, no. Un campionato da vincere è sempre bello, soprattutto se metti dietro il Milan, ma credo che il popolo nerazzurro si meriti il sogno Champions. Dopo due finali in tre anni, uscire così presto sarebbe un'autentica delusione che resterebbe, a prescindere da tutto. Ma io penso positivo, anzi ci credo proprio: si può vivere un'altra notte magica come la nostra del 1990".