Le parole di Maicon ai microfoni di Prime Video: l'ex interista si è raccontato, parlando del Triplete ma anche dell'addio ai nerazzurri

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"Mi ricordo un Monaco-Lens, c'erano gli osservatori di Milan e Inter. Qualcuno del Monaco me lo disse, poi feci una partita clamorosa, gol e assist. Il mio procuratore mi ha detto di Inter e Milan, ho scelto l'Inter. Non ho mai parlato col Milan, magari il mio procuratore sì. Ho parlato con Oriali e Branca. Al Milan c'era Cafù? Era meglio scegliere l'Inter ma all'Inter c'era Zanetti che poi si è spostato dall'altra parte (ride, ndr). Alla fine è stata la scelta giusta"

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Prima partita all'Inter e primo trofeo

"Supercoppa contro la Roma. Arrivo e trofeo. Fare le scale per salire nello spogliatoio di San Siro… Lì mi son tremate le gambe. Da fuori ha già un impatto impressionante, se giochi bene allora ci puoi stare, se vai male puoi andare in difficoltà a San Siro. Ero in panchina, il primo tempo della Roma fu pauroso, non mi aspettavo di entrare, Mancini mi ha fatto scaldare e sono entrato, abbiamo ribaltato la partita, una cosa incredibile. Dal primo allenamento mi hanno abbracciato tutti, Zanetti è un capitano vero. Poi sono arrivati Ibra, Vieira, Maxwell, il livello si era alzato tantissimo, questo ha fatto la differenza. Julio Cesar mi ha aiutato, mi invitava a casa sua, poi Moratti per me era un papà, impressionante, semplicità e un onore pazzeschi. Sa gestire le cose, una persona veramente perbene, è stato sempre vicino, anche nei momenti difficili, per una squadra è importante avere lì vicino il presidente. Non ho mai litigato con lui, secondo me lui non ha mai litigato con nessuno"
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Primo scudetto a Siena

"Moratti alla prima riunione ci dice: 'A febbraio voglio lo scudetto'. Non c'era nessuno, il Milan era penalizzato, la Juve non c'era. Tutti lo sapevano, eravamo troppo forti, c'era la Roma che era una buona squadra. Ibrahimovic ha alzato il livello, una roba impressionante, faceva la differenza. Era giovane ma aveva personalità, per me è stato lui il giocatore ad aver fatto la differenza. Con Mancini avevamo un bel rapporto, non ho mai avuto problemi con nessuno, io facevo il mio in campo, mi dicevano quello che dovevo fare. Dopo la Supercoppa anche in spogliatoio avranno detto di me che sarei stato utile ed è andata benissimo"

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