Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex portiere di Inter e Perugia Andrea Mazzantini ha raccontato il suo passaggio in nerazzurro e Ronaldo in allenamento

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Mazzantini: “Inter solo 3 gare, ma ho visto l’ufo Ronaldo. Al quinto doppio passo lo mandavo…”
Come nacque l’affare?
«Ferruccio Mazzola parlò di me a Sandro. In quei due anni e mezzo mi sono allenato al massimo stimolando Pagliuca. Me l’ha sempre riconosciuto. Giocai solo quattro partite, tra cui un derby, ma ho avuto la fortuna di vedere un ufo: Ronaldo».
Ci racconti un aneddoto.
«Al quinto doppio passo lo mandavo a quel paese, ma una volta parai… al contrario, con la testa. “Ronni, ma vaff...”, gli dissi all’ennesima finta, dove lui rideva. Allora io mi gettai con la nuca sul pallone, stoppandolo. Quando provavano le punizioni era uno show, poi. “Se sbagliate restate nudi”. Una volta partì lo striptease: non segnò nessuno».
Chi la spinse ad andare a Perugia nel ‘99?
«Bergomi e Pagliuca. “Non sei un secondo”, dicevano. Scelsi il 35, Mazzone si stranì. ‘Ao’, sei un portiere. Devi gioca’ col numero uno…».
Il momento più bello in Umbria?
«Il 2-1 al Milan del 23 dicembre 2000. Gaucci ci invitò da lui a Capodanno, parlò di un grosso premio e alla fine niente, solo fuochi d’artificio...»
E quello più teso?
«La vigilia di Perugia-Juve, maggio 2000. L’anno prima eravamo stati l’ago della bilancia dello scudetto del Milan, Gaucci non voleva che si insinuasse chissà cosa. Quella settimana controllò tutto. C’erano spie, persone in incognito. Se avessimo perso ci avrebbe mandato in ritiro in Asia, ma parai di tutto. Prima di rientrare col diluvio, andai da Collina con un phon in mano. “Asciughiamo così?, dissi ridendo».
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