È italiano il giocatore che ha segnato all'Inter una tripletta a San Siro in CL: Nicolò gioca nel Bruges. Diverse squadre italiane non hanno creduto in lui
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D'altronde ha segnato una tripletta contro l'Inter. Così Nicolò Tresoldi, che era già noto al mondo del calcio - Mancini compreso che lo vuole contendere a Klopp e alla Nazionale tedesca, ma difficilmente ce la farà - ha attirato l'attenzione dei media. Si era presentato (suo padre aveva detto in un'intervista della sua grossa passione) come grande tifoso del Milan alla vigilia della sfida contro l'Inter e i tre gol segnati ai nerazzurri hanno fatto scattare grande curiosità attorno ai suoi confronti.
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Il sorriso con cui ha lasciato San Siro alla fine della partita di San Siro e l'incertezza sulla scelta della Nazionale ("Ora mi diverto con l'Under21 tedesca e poi vedremo. So bene l'italiano? Ma sono nato in Italia e a casa mia si parla sempre l'italiano. Ma sono anche tedesco e mia madre e argentina...") hanno tenuto i fari accesi. Così Fanpage ha intervistato Francesca Saldi, la prima presidente dell'attaccante del Bruges, all'ASD Fontanelle, squadra di Gubbio. E lei ha raccontato delle squadre italiane che lo hanno scartato ai provini. Tra quelle squadre proprio l'amato Milan.
«Era già un leader, ma di quelli che si fanno volere bene da tutti. Viene ogni tanto ancora in piazzetta al bar e gioca a carte con i suoi vecchi amici. A 12-13 anni ha fatto i provini con Milan, Juventus, Bologna e Fiorentina: gli risposero tutti che non era all’altezza. L'ennesima occasione persa del nostro calcio: è genuino, puro, riconoscente, e forse ha già scelto la Germania proprio per questo», le parole della dirigente al sito.
«Per salire a vederlo siamo arrivati a Milano con il pullman dell'Inter Club. Mi raccomandavano di stare zitta, e io rispondevo: "Mica vengo a fare il tifo contro l'Inter, vengo solo per vedere Nicolò!". Fuori dallo stadio ci siamo incontrati prima della partita con i suoi genitori e la sorella. Non lo abbiamo aspettato fuori perché è uscito all'una e mezza di notte e noi dovevamo rientrare, però con papà Emanuele c'è stato un siparietto divertente: siccome se avesse vinto il Bruges c'era il rischio che i tifosi sul pullman mi lasciassero a piedi, gli ho mandato un messaggio per ridere e lui mi fa: "Se succede, siete tutti ospiti miei a Milano!". Alla fine al ragazzo dell'Inter Club ho detto, scherzando: "Devo chiamare Tresoldi o mi fate salire?", e siamo ripartiti regolarmente…», ha raccontato la prima presidente di Tresoldi.
Tresoldi è rimasto com'è
«Non mi aspettavo tirasse il rigore e invece l'ha fatto. Lo hanno fischiato perché si sa che è milanista. Realizzare una tripletta a San Siro contro l'Inter era il sogno della vita. Nell'intervista a Sky con Boban sembrava un bambino al parco giochi: cambiava colore ogni dieci secondi per l'emozione, ma aveva un sorriso da orecchia a orecchia. Nicolò è nato a Cagliari e poi si sono trasferiti a Gubbio. Ma non giocava solo a calcio. Era bravo pure a tennis. È rimasto con noi fino a 13 anni e mezzo, poi si è trasferito all'Hannover. Mio padre ha sempre creduto in lui. Nicolò era un bambino vivace, un leader naturale. E quando tornava dai provini andati male con le big, rientrava in campo felice a giocare a pallone o a tennis come se niente fosse. Non ha mai perso la testa», ha aggiunto.«Se sceglierà l'Italia o la Germania? In Germania hanno creduto in lui, lo hanno valorizzato. Nicolò si sente italiano al 100% ed è grato per il percorso fatto in Under 21, ma la sensazione tra le righe è che la Germania sia avanti per come lo ha trattato. E per il calcio italiano sarebbe un'occasione persa. Avremmo avuto una grande coppia con Pio Esposito. Con i tre gol segnati all'Inter ha dimostrato di essere di una spanna sopra», ha concluso.
(Fonte: fanpage.it)
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