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fcinter1908 news interviste Mondiali, l’ex rivale dell’Inter U23 Valente esalta il compagno di Akanji: “Manzambi è speciale”

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Mondiali, l’ex rivale dell’Inter U23 Valente esalta il compagno di Akanji: “Manzambi è speciale”

Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 
L'allenatore del Lecco, avversario nella scorsa stagione dell'Inter U23 di Vecchi, ha raccontato il talento del calciatore svizzero

Nell’ultima stagione ha brillato sulla panchina del Lecco, trascinato fino ad un brillante quarto posto nel Girone A della Serie C e poi ai quarti di finale playoff.

Ma prima di allenare sulle rive del lago e sfidare l’Inter Under 23, Federico Valente si è formato alla guida del Friburgo U19.

Una sorta di predilezione per i giovani: tra questi anche Johan Manzambi, centrocampista di origini angolane e congolesi che sta brillando ai Mondiali in corso in Canada, Stati Uniti e Messico con la maglia della Svizzera.

Ai microfoni di Tuttosport, Valente ha parlato proprio del classe 2005:

“Non c’è qualcosa che sul campo Johan non sappia fare. Capisce il gioco in anticipo, ha letture tattiche di altissimo profilo, una tecnica straordinaria e ha aggiunto fisicità nel corso degli anni. Ma soprattutto ha una fame che gli altri non hanno: quando vede la porta, la punta sempre. Vuole sempre fare gol, sfruttare il suo tiro. A prescindere che stia giocando da mezzala, trequartista, regista. E questa è la sua migliore caratteristica, ciò che lo distingue da tutti gli altri”.

Manzambi ha sbloccato la sfida tra Svizzera e Bosnia:

“Dal primo giorno ho visto la sua umiltà: quando è arrivato non parlava una parola di tedesco, ma lo ha voluto imparare subito, dimostrando grande maturità. La sua famiglia è sempre stata presente e attenta alla sua crescita, non solo calcistica, ma anche educativa. Ci tenevano che andasse bene anche a scuola. Possono sembrare dettagli, ma sono quelli che fanno davvero la differenza”.

Valente, che con il suo Lecco contro l’Inter U23 di Vecchi ha ottenuto una vittoria e una sconfitta, ha concluso:

“Lui ha questa mentalità, non si arrende mai, va sempre al massimo. E alla fine si è conquistato le sue occasioni. Per questo non mi sorprende vederlo brillare al Mondiale. Perché non soffre il palcoscenico, anzi, si esalta ancora di più: ci prova sempre. Ha una leggerezza mentale che deve mantenere, perché è la sua forza”.