Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex portiere dell'Inter Gianluca Pagliuca ha parlato del futuro della porta nerazzurra dopo Sommer:

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Pagliuca: “L’Inter ha bisogno di un portiere forte. Vicario? Non è ancora un top, ma…”
«L’Inter ha bisogno di un portiere forte. Vicario? Viene da un’annata un po’ negativa ma è un buonissimo numero uno».
Poteva arrivare all’Inter tre anni fa, dopo Onana, ma alla fine andò in Premier e a Milano arrivò Sommer. Fu giusto lasciare l’Italia in quel momento?
«Certo, ha giocato nel campionato più importante del mondo, in una società che qualche anno fa puntava a vincere la Premier League. L’anno scorso ha vinto l’Europa League anche se quest’anno rischia quasi di retrocedere... Penso che nel 2023 non poteva prendere una decisione migliore: se ti chiama una squadra che ha appena giocato una finale di Champions League come fai a dire di no? Ora è incappato in una stagione negativa, non ha fatto benissimo come al primo anno, ma abbiamo visto che tutta la squadra ha avuto problemi, ha cambiato allenatore, poi lui si è visto sostituire in Champions e chi è andato in porta al posto suo ha fatto disastri…».
Sono oltre vent’anni che l’Inter non ha un primo portiere italiano, l’ultimo è stato Toldo nella stagione 2004-05.
«Vicario è sicuramente uno dei migliori portieri italiani in circolazione. Non è ancora un top ma penso che se dovesse arrivare davvero lui sarà una scelta che andrà al di là della sua nazionalità. Non penso che l’Inter voglia un italiano per forza, abbiamo visto che negli ultimi anni si sono alternati soltanto stranieri, i migliori che erano sul mercato e che l’Inter non si è lasciata sfuggire. Vicario sarà scelto per il profilo che è e basta. E poi sembra proprio un’occasione di mercato».
Cosa le piace di Vicario e dove pensa che, invece, possa ancora migliorare?
«È molto bravo tra i pali. Come suo punto debole penso alle uscite. A volte lo vedo troppo schiacciato sulla linea di porta».
Lei all’Inter arrivò con un altro tipo di esperienza e di curriculum, ma quale fu la più grande difficoltà che incontrò arrivato in nerazzurro?
«Beh, avevo appena giocato la finale del Mondiale del ’94... Comunque dovevo sostituire Walter Zenga che all’Inter era un idolo. Ma quando ho scelto questo club dopo gli anni alla Sampdoria l’ho fatto per me, per cercare di migliorarmi ulteriormente. Era una nuova avventura che mi affascinava in una realtà che voleva rilanciarsi. Sono stato accolto molto bene, devo dire che è stato tutto piuttosto facile nonostante dovessi raccogliere l’eredità di Walterone ».
E Vicario, in caso, a cosa dovrà stare attento?
«Certo è che lui in una big italiana non ha mai giocato quindi sarà una sfida tutta nuova. Vedremo. Io posso solo augurarmi che faccia benissimo».
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