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fcinter1908 news interviste Sacchi: “Inter, bene in campionato ma in Europa si è addormentata. Ora deve alzare la voce”

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Sacchi: “Inter, bene in campionato ma in Europa si è addormentata. Ora deve alzare la voce”

Sacchi: “Inter, bene in campionato ma in Europa si è addormentata. Ora deve alzare la voce” - immagine 1
L'ex ct della Nazionale, sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, ha parlato del percorso delle italiane in Champions e dell'ultima sfida
Andrea Della Sala Redattore 

L'ex ct della Nazionale Arrigo Sacchi, sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, ha parlato del percorso delle italiane in Champions e dell'ultima sfida:

Notte da brividi, quella che ci aspetta. Non nel senso del freddo, ma della paura. Già, perché è l’ultimo turno della prima fase di Champions e la scena che mi immagino è quella di un paziente che si siede davanti al medico, gli consegna gli esami e aspetta il verdetto con ansia. Atalanta, Inter e Juventus sono già sicure di entrare nei playoff e, con un po’ di fortuna e l’aiuto altrui, sperano di poter essere ammesse nella lista delle magnifiche otto. Difficile, difficilissimo, però non impossibile. E poi c’è il Napoli, per il quale immagino che tutta l’Italia faccia il tifo (o, perlomeno, è quello io, da sportivo, mi auguro): deve battere il Chelsea, impresa tutt’altro che semplice, e che comunque non basterebbe per ottenere la qualificazione.

Sacchi: “Inter, bene in campionato ma in Europa si è addormentata. Ora deve alzare la voce”- immagine 2

L’Inter, dopo un avvio spumeggiante (quattro vittorie nelle prime quattro partite), ha tirato il freno a mano: tre sconfitte nelle ultime tre. D’accordo che ha affrontato l’Atletico Madrid, il Liverpool e l’Arsenal (queste ultime due a San Siro), ma i nerazzurri, finalisti della scorsa edizione, dovrebbero già essere al livello di questi club.

Mi pare, invece, che, mentre in campionato hanno compiuto una bella rimonta con sorpasso e allungo, in Europa si siano un po’ addormentati. A Dortmund, contro il Borussia, non sarà una passeggiata, ma è il momento giusto per alzare la voce, anche per dimostrare di poter fare lo stesso percorso del 2025.