Perché sei soprannominato 'Il Muro'?
"Non lo so, lo speaker della Roma mi ha messo questo soprannome. Non arriva dall'Argentina, a ogni giocatore della Roma che ha vinto lo scudetto è stato dato un soprannome. È rimasto così, a volte mi vergognavo".
Saresti stato più in difficoltà con Messi o Maradona?
"Contro Leo ho giocato e siamo andati in difficoltà, anche se non lo marcavo a uomo. C'erano pure Cambiasso o l'esterno nostro quando lo abbiamo affrontato. Adesso c'è un'altra velocità, ma penso che Diego si sarebbe adattato alla velocità del calcio moderno. In questo momento direi Messi".
Com'era Samuel nello spogliatoio?
"Non parlavo tanto, la mia personalità è questa. Ma questo non vuol dire che non mi arrabbiassi mai".
Ricordi il primo discorso da membro dello staff del Lugano?
"Non mi ero mai immaginato di star dentro uno staff tecnico, sono uno abbastanza riservato. Se ti racconto la mia prima esperienza... Volevo andare a casa! A Lugano ho dovuto parlare al gruppo delle palle inattive ed era la mia prima volta, non lo avevo mai fatto all'Inter, ero un collaboratore ma non avevo mai parlato. Con Pioli ero quello che portava i coni (ride, ndr), ma mi è servita anche quella esperienza. Ricordo che ho parlato velocissimo, penso non si sia capito nulla! Anzi, alcuni giocatori dopo mi hanno detto qualcosa".
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