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fcinter1908 news interviste Samuel: “Champions momento più bello della mia carriera europea. Mourinho? Capivamo. A Barcellona…”

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Samuel: “Champions momento più bello della mia carriera europea. Mourinho? Capivamo. A Barcellona…”

Fabio Alampi Redattore 
L'ex difensore argentino ricorda alcuni aneddoti della sua esperienza in nerazzurro, da calciatore e da membro dello staff

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Walter Samuel, ex difensore dell'Inter, è stato ospite del programma "L'Armandillo", in onda su RSI: "La Champions vinta con l'Inter è stato il momento più bello e più importante della mia carriera europea. Ho avuto la fortuna di giocare nel Boca Juniors, e toccare la Copa Libertadores. Sono i due momenti più importanti, solo che qui erano 6-7 anni che stavo insieme con i miei compagni e vincere la Champions è stato arrivare all'apice".

Sapevi che Mourinho avrebbe lasciato l'Inter dopo la finale?

"No, c'erano dei rumors ma non era certo, anche se capivamo che poteva andare via".

Più difficile la semifinale contro il Barcellona rispetto alla finale col Bayern?

"Sono stati momenti di sofferenza a Barcellona, ma eravamo un gruppo dall'età alta, sapevamo che poteva essere l'ultima opportunità per vincere la Champions. Ce l'abbiamo messa tutta, abbiamo avuto fortuna, ma sarei stato curioso di sapere come sarebbe andata se non fosse stato espulso Thiago Motta. Si è parlato tanto della nostra difesa, però in 11 contro 11 potevamo anche fare dei danni".

Perché sei soprannominato 'Il Muro'?

"Non lo so, lo speaker della Roma mi ha messo questo soprannome. Non arriva dall'Argentina, a ogni giocatore della Roma che ha vinto lo scudetto è stato dato un soprannome. È rimasto così, a volte mi vergognavo".

Saresti stato più in difficoltà con Messi o Maradona?

"Contro Leo ho giocato e siamo andati in difficoltà, anche se non lo marcavo a uomo. C'erano pure Cambiasso o l'esterno nostro quando lo abbiamo affrontato. Adesso c'è un'altra velocità, ma penso che Diego si sarebbe adattato alla velocità del calcio moderno. In questo momento direi Messi".


Com'era Samuel nello spogliatoio?

"Non parlavo tanto, la mia personalità è questa. Ma questo non vuol dire che non mi arrabbiassi mai".

Ricordi il primo discorso da membro dello staff del Lugano? 

"Non mi ero mai immaginato di star dentro uno staff tecnico, sono uno abbastanza riservato. Se ti racconto la mia prima esperienza... Volevo andare a casa! A Lugano ho dovuto parlare al gruppo delle palle inattive ed era la mia prima volta, non lo avevo mai fatto all'Inter, ero un collaboratore ma non avevo mai parlato. Con Pioli ero quello che portava i coni (ride, ndr), ma mi è servita anche quella esperienza. Ricordo che ho parlato velocissimo, penso non si sia capito nulla! Anzi, alcuni giocatori dopo mi hanno detto qualcosa".