E l’Inter deve vincere.
«E cercherà in tutte le maniere di farlo, non sarà impossibile riuscirci. Chivu mi piace molto. Lo vedo, lo ascolto, lo sento. Mi sembra una persona di grande spessore, non vende fumo, non si esalta, né si deprime. Sta dando all’Inter caratteristiche che prima magari la squadra non aveva. I nerazzurri sono forti, sia nell’undici che nelle alternative. A Dortmund non sarà facile, ma vale lo stesso anche per il Borussia».
Sarà la prova della verità per l’Inter visti i risultati un po' così nei grandi incontri?
«Dalle sconfitte subite saranno nate delle indicazioni che Chivu sarà in grado di cogliere, non credo che il morale sia stato scalfito dai tre ko in Champions. Per me non possiamo definirla prova della verità: non è una sconfitta o una vittoria che condiziona il lavoro di squadra e allenatore».
Chi può essere l’uomo partita?
«Non ho mai fatto classifiche, se facessi solo un nome metterei in difficoltà un’intera squadra. L’Inter mi piace, ha sempre voglia di vincere le partite, rischia molto e prova sempre a mettere in campo la propria supremazia».
Quest’Inter è più forte del Borussia?
«Sono due squadre che possono equivalersi. L’Inter non ha niente da perdere e questo è importante. Ha la necessità di vincere e sono sicuro che Chivu potrà essere in grado di approfittarne».
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