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Stankovic: “Io l’Inter ce l’ho dentro, i tifosi mi possono capire. La sogno. Chivu speciale. E papà…”
«Lui ha fatto il suo percorso, io il mio. Ora è il mio momento di andare per la mia strada». Sono le parole di Aleksandar Stankovic,centrocampista che l'Inter ha ceduto al Brugge in estate e figlio di Dejan (che con l'Inter ha vinto tutto) nello speciale di Skysport 'Sulle orme del drago'.
«La vita qua è molto tranquilla, io vivo vicino al centro sportivo. È molto tranquillo, ha i suoi spazi. Hai tutto il tempo di dedicarti al lavoro e per questo sto molto bene qua. Diciamo che ho avuto il coraggio di prendere una decisione difficile, lasciare casa, Milano, amici e famiglia, tutto, soprattutto lasciare l'Inter, la parte più difficile lasciare l'Inter. Ho avuto un anno fantastico al Lucerna, è stato uno step fondamentale. Poi venire qua... è un club enorme. Le strutture che hanno qua ti spingono a fare sempre meglio e di non accontentarti mai», ha aggiunto.
«Hai tutto il tempo del mondo per dedicarti a questo sport, a questo club e a questi tifosi», ha aggiunto e ha presentato alle telecamere Nicolò Tresoldi, attaccante del Brugge nato a Cagliari. «Purtroppo è milanista» scherza Ale. E lui ha replicato: «Ci conosciamo da sei mesi ma è come se ci conoscessimo da una vita. Purtroppo ha il difetto di essere interista, però...» e mostra le scarpe dove ha la scritta Ac Milan. Stankovic non ha dubbi: "Pura follia, è una follia". Insieme trascorrono il tempo libero.
«Credo nei miei compagni, nel lavoro del mister, abbiamo una buona idea di gioco - aggiunge Stankovic sul Brugge - non abbiamo paura di nessuno. Per me può arrivare in fondo questo Brugge. Quando indossi una maglietta devi dare tutto, senza sudore non hai gloria e quindi devi vivere ogni giorno al massimo ed è una mentalità che senti solo quando sei coinvolto. Il momento più bello che ho vissuto qua finora è stato pochi giorni fa con due assist e un gol e abbiamo vinto tre a zero. Una cosa che sogni da bimbo, un'emozione unica».
Per quella vittoria e per la sua partita sono arrivati i complimenti del fratello Filip, portiere del Venezia, pure lui arriva dalle giovanili dell'Inter:
«Sono consapevole di avere un cognome importante, soprattutto quando ero nelle giovanili dell'Inter non era facile con quel cognome. Il mio ex allenatore Cristian Chivu però mi diceva: "Nel calcio nessuno ti guarda la carta d'identità". Il mio rapporto con lui è speciale, ha giocato tanti anni con mio papà. Per me l'Inter è speciale e parlarne è anche difficile e penso che ogni interista che mi sente dire questo capisce che parlare dell'Inter non è semplice o ce l'hai dentro o non ce l'hai. Non servono tante parole per l'Inter: è un amore unico ed è una cosa che non potrò mai nascondere. Mi fa piacere sapere che l'Inter mi segue e mi guarda perché sono nato a Milano ed essendo interista e tifoso mi fa piacere sapere che c'è l'Inter dietro. Ma sono un calciatore del Brugge ed ho tutto il rispetto e l'amore per questo club, il mister e i miei compagni di squadra e la mia testa ora come ora è qui in Belgio. In futuro poi come dico sempre lo sa solo Dio».
-Più un obiettivo o un sogno arrivare all'Inter?
Più un sogno che è ancora nel cassetto che magari un giorno, non si sa quando si avvererà. Ma il mio sogno attuale è restare qui due stagioni e fare molto bene. Il mio futuro spero comunque di viverlo da protagonista.
Arrivano le parole di papà Dejan: "Ciao Bestione! Hai fatto la partita quasi perfetta, quasi eh. Devi continuare così e noi parliamo sempre della perfezione. Devi sempre guardare a quella, poi dove arrivi, arrivi. Ma comincio a preoccuparmi. Alla tua età io non so se ero così bravo, comincio a rosicare un pochettino. Sono fiero di te perché parlando con il tuo mister, il più bel complimento che mi ha fatto è arrivato quando mi ha detto che sei un ragazzo spettacolare e molto umile, con le gambe per terra. Anche perché sai che se cominci a montarti la testa, io te la smonto in tre secondi, perciò è inutile che te la monti la testa. Ti voglio bene tanto, sono fiero di te e dei tuoi fratelli. Siete la mia anima e il mio cuore. Continua così, Bestione! Altrimenti ti smonto subito. Complimenti ancora! Ormai quella partita è storia ed è dimenticare perché c'è ancora, c'è ancora tanto, tanto, tanto. Continua così, ti voglio bene".
-Il consiglio che ti ha dato tuo padre e che ti ricordi sempre?
Un consiglio che mi ha dato da piccolo e mi porto dietro ancora oggi è 'metti lo stemma davanti al cognome sempre'.
-Il gol di Dejan da centrocampo con l'Inter?
Me lo ricordo anche se ero piccolo. Spero un giorno la metà di quello che ha vinto lui, voglio fare la parte due
(Fonte: Skysport)
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