Dietro c’è la Juventus, che ha cambiato passo da quando a Torino è arrivato Luciano Spalletti: può ancora sperare di rientrare in corsa o è troppo tardi?
«La Juventus spallettiana mi piace tanto perché sta prendendo la forma del suo allenatore. Tosta ma di qualità, camaleontica in campo e che sta crescendo in mentalità e spirito. In un mese affronterà Napoli e Inter e deciderà il suo futuro in Champions League: dopo questo mini-ciclo avremo idee più chiare sul suo ruolo».
Tra oggi e domani si giocano le partite da recuperare: quanto inciderà questo turno infrasettimanale extra?
«Due partite casalinghe da non sottovalutare per Inter e Napoli. Chivu a un giorno dalla gara ha dato riposo a tutti ed è un segnale che in questi momenti la testa conta più di uno schema ripetuto sul campo».
Sull’altro fronte di Milano c’è invece l’Inter, prima davanti a tutte: Beppe Marotta può comunque ritoccare la rosa in qualche modo?
«Intendiamoci, l’Inter è fortissima anche così, ma resto della mia idea: serve un’alternativa a destra, perché i quinti sono troppo determinanti nel 3-5-2 offensivo nerazzurro. Negli ultimi anni, spesso proprio a gennaio, l’Inter ha cercato di colmare questa lacuna. Da gennaio 2022 fino allo scorso anno si sono susseguiti Gosens, poi Cuadrado, poi Buchanan e infine Zalewski. Però non è per niente facile individuare a oggi un profilo raggiungibile e da Inter».
Per concludere: vede l’Inter favorita?
«Napoli e Inter le valuto sullo stesso piano: lo dice il match di San Siro... Con Milan, Juventus e Roma pronte a rovinare la festa di chi ha dominato la Serie A negli ultimi tre anni...».
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