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Suwarso: “Champions arriva con 3 anni di anticipo. Nico Paz? Fossi il Real lo riprenderei subito”
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il presidente del Como Suwarso ha parlato del traguardo raggiunto e del futuro di Nico Paz
Vi aspettavate la Champions?
«All’inizio della stagione l’obiettivo era il 7-8° posto, ma prima di Natale abbiamo capito che potevamo fare molto meglio, motivo per cui non abbiamo comprato nessuno. Penso che per il nostro staff tecnico, però, l’obiettivo sia sempre stata la Champions».
Cosa cambia la Champions al vostro piano?
«Arriva tre anni prima del previsto, ma quello che dobbiamo fare ora è cercare di accelerare il raggiungimento degli obiettivi di crescita. Non possiamo dare la Champions per scontata, nel senso di spendere per mantenere questo status: ci siamo arrivati seguendo la nostra strategia, cercando di costruire qualcosa di sostenibile. E dobbiamo mantenerla».
La Champions porta con sé due problemi. Il primo è lo stadio.
«Lo stiamo adeguando ai parametri Uefa, abbiamo fiducia che saremo pronti. So che siamo in Italia e le cose vanno affrontate con flessibilità, ma quando siamo passati dalla B alla A siamo riusciti a fare tutto in tempo e sono fiducioso che riusciremo a giocare le partite casalinghe nel nostro stadio».
Il secondo problema è il numero di giocatori italiani che, per regole Uefa, dovete aggiungere alla rosa.
«Per la Champions dobbiamo registrare 17 giocatori, più 4 dal nostro vivaio e altri 4 cresciuti in Italia. Ai 4 dal vivaio non possiamo arrivarci perché la nostra Academy funziona da soli tre anni: abbiamo però già prodotto 10 giocatori convocati nelle nazionali giovanili, meno solo della Juve, e Fabregas ne ha già aggiunto qualcuno in prima squadra. Siamo una squadra lombarda e sono sicuro che prima o poi avremo in rosa tanti lombardi: abbiamo solo bisogno di tempo per produrli. Per gli italiani: non è che non vogliamo farli giocare, è che cerchiamo giocatori adatti al nostro stile e comprare in Italia è più difficile che comprare all’estero. Stiamo cercando le opportunità giuste sul mercato per rinforzarci, ma è presto per capire chi è davvero disponibile».
A proposito di mercato: Nico Paz?
«La nostra idea è che Nico abbia fatto incredibilmente bene da noi, diventando uno dei migliori giocatori della sua generazione. È un nostro giocatore, ma il Real ha il diritto di riprenderselo. E devo ammettere che se fossi il Real e avessi un giocatore che è diventato così forte, me lo riprenderei di corsa».
Quanto è importante Cesc Fabregas?
«Come in ogni azienda, il Ceo è fondamentale è Cesc in questo momento è il nostro Ceo calcistico ed è fondamentale per eseguire il piano che il board gli ha dato. Al contrario di altre squadre, noi non dipendiamo solo da allenatore e direttore sportivo ma abbiamo un football board allargato di cui fanno parte, oltre a Cesc e al suo staff, anche tutte le altre componenti del nostro direttivo calcistico, più il nostro Cfo e io per la proprietà. Cerchiamo di prendere le decisioni come comitato, usando il Dna che abbiamo costruito come linea guida. Cesc è stato fondamentale nella costruzione di quel Dna».
Fino a quando pensa che potrete trattenere Cesc?
«Dovreste chiederlo a lui. Credo che valga la stessa risposta di un bravo Ceo di ogni azienda: nessuno lo può sapere».
Come cercherete di rinforzarvi?
«Prenderemo giocatori adatti al nostro sistema di cui l’allenatore ha bisogno. Il nostro football board è al servizio della visione di Cesc: sappiamo come gioca, capiamo quello di cui ha bisogno».
Nella vostra visione, in futuro il Como gioca per lo scudetto?
«Abbiamo giocato per lo scudetto anche quest’anno. Giochiamo per vincere ogni partita, mai pensando allo 0-0. Poi possiamo perdere, ma l’idea è sempre vincere. Con questa mentalità, è evidente che l’obiettivo è cercare di vincere ogni competizione a cui partecipiamo».
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