E Zenga?
«Ci rispettavamo molto, anche in Nazionale. Walter era forte, ma nel 1990 ero io il migliore. Lui aveva un po’ più successo di me con le ragazze, però io ero più pazzo e ho vinto ogni tipo di Coppa con la Juventus».
Cosa sogna per il derby d’Italia di questa sera?
«Se sogno, mi vedo in campo. Darei qualsiasi cosa pur di giocare dieci minuti a San Siro e riprovare le emozioni di un tempo. Massimo Mauro ero uno di quelli che sentiva di più il derby d’Italia. Platini invece era sempre uguale, spiritoso e divertente fino all’ingresso in campo».
Sui portieri di Juventus (Di Gregorio) e Inter (Sommer) c’è l’ombra di Vicario del Tottenham: sensazioni?
«Qualche momento no è inevitabile nella carriera dei portieri, anche dei più bravi. A me Di Gregorio piace. Però...».
Però...
«Di Gregorio lo cambio solo se posso prendere Donnarumma, non per Vicario».
La Juventus ha 12 punti in meno dell’Inter: sfida impossibile a San Siro?
«No, tutt’altro. Spalletti ha aggiustato la squadra facendo la cosa più importante: mettere ogni giocatore al posto giusto. I miglioramenti si vedono. A San Siro bisogna giocare senza paura, in un derby d’Italia può succedere di tutto. Mi aspetto tanto da “San Yildiz”, che forse un posto in rosa lo avrebbe trovato anche ai miei tempi».
Dall’Inter chi acquisterebbe per rinforzare la Juventus in futuro?
«Lautaro è fortissimo, capitano e bomber spietato. Però io ho un debole per Dimarco: mi ricorda un po’ Cabrini, anche se Antonio resta unico e inimitabile nel suo genere. Fermare Dimarco sarà una delle chiavi tattiche della sfida di San Siro: riuscirci significa limitare tutta la squadra di Chivu».
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